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TAR Salerno, sentenza n. 680/2014: pieno diritto di accesso agli atti da parte dei consiglieri comunali.

Le richieste di accesso dei consiglieri comunali finalizzate a ottenere la documentazione di tutti i settori dell’amministrazione, tendenti a compiere un sindacato generalizzato dell’attività degli organi decidenti, deliberanti e amministrativi dell’ente, sono compatibili con il principio di funzionalità del mandato.
Tale principio viene affermato con la sentenza n. 680 del 04.04.2014, del TAR Salerno.
I magistrati amministrativi, con la sentenza n. 680/2014, hanno affermato il carattere derogatorio dell’art. 43, comma 2, del decreto legislativo n. 267/2000 rispetto alla disciplina generale dell’accesso contenuta negli artt. 22 e seguenti della legge n. 241/90, che comporta una dipendenza funzionale tra la conoscenza del documento e la coltivazione dell’interesse dedotto, da fare valere eventualmente in sede processuale.

L’accesso, di cui all’art. 43 del Tuel ha invece l’obiettivo di mettere in condizione il consigliere comunale di esercitare il proprio mandato e di verificare il comportamento degli organi istituzionali del comune, ragion per cui i consiglieri hanno facoltà di presentare interrogazioni e ogni altra istanza di sindacato ispettivo.
L’amministrazione comunale dovrà consentire l’accesso agli atti richiesti, riconoscendo un ampio “diritto all’informazione” al quale si contrappone il puntuale obbligo degli uffici di fornire ai richiedenti tutte le notizie e le informazioni in loro possesso.


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