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Espropriazioni comunione legale

L’espropriazione forzata dell’immobile in comunione legale, per debiti di uno solo dei coniugi, impone l’attribuzione al coniuge non debitore della qualità di soggetto passivo del procedimento esecutivo e, quindi, la notifica del pignoramento anche a quest’ultimo. In mancanza, il coniuge non debitore può validamente opporsi (ex art. 619 cpc) all’espropriazione per l’intero del bene ricadente nella comunione legale.

Il Tribunale di Salerno sconfessa la recentissima pronuncia delle Sezioni Unite (n. 6575 del 14.03.2013) sul delicato tema dell’espropriazione del bene in comunione legale per debiti personali di uno dei coniugi.
Il Tribunale campano, dopo aver definito di “dubbia condivisibilità” il principio espresso dal Supremo Consesso –  a tenore del quale l’assenza di quote nella comunione legale dei coniugi comporta che l’espropriazione debba riguardare il bene nella sua interezza – ha ritenuto la non applicabilità del suddetto orientamento al caso deciso, giacchè il pignoramento dell’immobile non era stato notificato anche al coniuge non debitore (litisconsorte necessario del procedimento esecutivo).
Criticata poi la tesi dell’espropriazione, per l’intero, del bene ricadente nella comunione legale per debiti personali di uno dei due coniugi la quale introdurrebbe, in violazione degli artt. 2740 e 2910 cod. civ., un’ulteriore fattispecie di responsabilità senza debito, imponendo ingiustamente ad un soggetto che non ha contratto obbligazioni di subire un’aggressione alla propria sfera patrimoniale.

Ord. Tribunale Salerno 28.06.2013


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