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Cass. Civ. Sez III, Sen. 26102/2016 – Validità della notificazione del ricorso per Cassazione in carenza di sottoscrizione attraverso firma digitalizzata

   La notifica a mezzo pec del ricorso per Cassazione è valida anche se la copia notificata è priva di sottoscrizione con firma digitale del procuratore. Tanto perché l’atto, anche se sottoscritto, almeno nell’originale, di proprio pugno dal difensore (e dunque non digitalmente), ove trasmesso a mezzo pec, è idoneo a realizzare lo scopo di rendere edotti i destinatari della proposizione del ricorso.   Cass.Civ. Sez.III, sen. 26102/2016 )

Consiglio di Stato, sezione V, sentenza n. 2106/2016. Il Consiglio di Stato chiarisce la portata del soccorso istruttorio.

Il Supremo Giudice Amministrativo ha precisato che il nuovo art.38 del d.lgs 163/06 esprime la volontà del legislatore di evitare – nella fase della verifica di ammissibilità delle offerte – esclusioni per mere carenze documentali, anche in caso di mancanza delle dichiarazioni.

L’istituto del soccorso istruttorio, tuttavia, non è applicabile in caso di dichiarazioni mendaci, ostandovi l’art.75 del D.P.R. 445/2000 che sancisce la inderogabile decadenza del dichiarante da ogni beneficio conseguito per effetto di dichiarazioni non veritiere (sentenza n. 2106/2016).

Corte di Cassazione sez. V, sentenza n. 12783/2015 sulla ammissibilità della produzione di documenti in appello nel rito tributario.

Con la sentenza n. 12783 del 19/06/2015 si afferma che nel giudizio di appello davanti alle commissioni tributarie regionali le parti hanno facoltà, ai sensi dell’art. 58, 2° comma, d.leg. 31 dicembre 1992 n. 546, di depositare nuovi documenti, a nulla rilevando la eventuale irritualità della loro produzione in primo grado. Da tanto discende che i documenti irritualmente prodotti in primo grado devono, comunque, ritenersi ritualmente prodotti nel giudizio di secondo grado.

Consiglio di Stato V sezione, sentenza n. 1564/2015 sulla VIA.

La sentenza 1564/2015 definisce i limiti di ammissibilità del sindacato giurisdizionale in materia di valutazione di impatto ambientale (VIA).

 

Consiglio di Stato IV sezione, ordinanza n. 2707/2015: specificazione del nominativo dell’appaltatore e dei costi per la sicurezza aziendale nell’offerta. La parola all’Adunanza Plenaria.

Rimessa all’Adunanza Plenaria la soluzione delle seguenti questioni (ordinanza n. 2707/2015):

A) se sia o meno obbligatoria, ai sensi dell’art. 118 del d.lgs. nr. 163/2006 e delle norme connesse, l’indicazione già in sede di presentazione dell’offerta del nominativo del subappaltatore, qualora il concorrente sia privo dei necessari requisiti di qualificazione per talune categorie scorporabili ed abbia espresso l’intento di subappaltare tali prestazioni;

B) se, ammessa la risposta affermativa al quesito che precede, per le procedure nelle quali la fase di presentazione delle offerte si sia esaurita anteriormente al pronunciamento della Plenaria, sia possibile ovviare all’eventuale omissione attraverso il rimedio del c.d. soccorso istruttorio, e quindi invitando il concorrente interessato a integrare la dichiarazione carente;

C) se, in relazione all’obbligo di indicazione in sede di offerta dei costi per gli oneri di sicurezza aziendale, affermato anche per gli appalti di lavori dalla sentenza nr. 3 del 2015, sia del pari possibile, per le procedure nelle quali la fase di presentazione delle offerte si sia esaurita anteriormente al ridetto pronunciamento, ovviare all’eventuale omissione attraverso il rimedio del c.d. soccorso istruttorio, e quindi invitando il concorrente interessato a integrare o precisare la dichiarazione carente.