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Informative antimafia: Tar Napoli sent. 3634/2018. Il rinvio a giudizio ex art. 260 d. lgs. 152/2006 non produce un effetto interdittivo automatico.

Tar Napoli sentenza 3634/2018. Informative antimafia: il rinvio a giudizio ex art. 260 d. lgs. 152/2006 non basta a sorreggere l’informativa interdittiva qualora dagli atti di indagine emergano elementi di segno contrario idonei ad escludere la rilevanza, ai fini interdittivi, dei fatti oggetto di scrutinio nel giudizio penale pendente.Qui il testo della sentenza.

 

Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per la Campania – parere 70/2018

Inammissibile la definizione agevolata ex art. 39 l. 724/1994 per gli oneri dovuti in caso di condono edilizio ed i relativi interessi Qui il testo integrale del parere

Afferma che gli oneri dovuti ex art. 39 comma 10 l. 724/1994 non sono tributi, ma “corrispettivi di diritto pubblico” obbligatoriamente posti a carico dei proprietari e commisurati ai costi sostenuti dalla collettività ed al beneficio reso.

Per tale ragione i detti oneri ed i relativi interessi sono insuscettibili di definizione agevolata dei tributi propri degli enti locali ex art. 13 l. 289/2002.

Tar Lazio, sentenza 7646/2017; Tar Sicilia, sentenza 1161/2016: iscrizione nella white list, aggiornamento delle informative antimafia ed obbligo di provvedere

Qui la sentenza del Tar Lazio 7646/2017  . Afferma che le attività da svolgere e i termini da rispettare per l’aggiornamento delle informazioni antimafia e l’iscrizione nella white list coincidono con quelli fissati dall’art. 92 del codice per il rilascio delle informazioni antimafia  (45 + 30 giorni). Vedi però la sentenza n. 1161/2016 del Tar Palermo che valorizza l’art. 3 comma 3 del DPCM 18/4/2013 in materia di white lists prefettizie che fissa il termine per la conclusione del relativo procedimento in 90 giorni.

Tar Lazio, sentenza 10523/2017: escluso il silenzio assenso per le concessioni di suolo pubblico in zone di interesse ambientale.

Qui la sentenza, che afferma che la concessione di suolo pubblico all’interno del centro storico, ove sono coinvolti interessi culturali-monumentali-archeologici ed in cui è maggiormente avvertita la necessità di salvaguardare l’ambiente inteso in senso lato ed il suo contesto storico ed urbano, non è suscettibile, ai sensi degli artt. 16, 17 e 20 della legge n. 241 del 1990, di essere assunta per silenzio-assenso.

Tar Lazio, sentenza 11077/2017: decorso l’anno, l’inoltro di diffida a provvedere non rimette in termini per l’impugnazione del silenzio della P.A.

Qui la sentenza, tratta dal sito della Giustizia Amministrativa