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Corte di Cassazione, sez. II Civile, sent. n. 23133/15: il compenso del CTU è dovuto in via solidale da tutte le parti del processo a prescindere dalla soccombenza.

Qualora il consulente tecnico d’ufficio non abbia ricevuto il proprio compenso dalle parti a ciò obbligate a seguito dell’emissione di decreto provvisorio di liquidazione, ed abbia inutilmente chiesto il dovuto ai soggetti indicati nel decreto di liquidazione provvisoria delle sue spettanze, secondo le percentuali ivi stabilite, le parti sono solidalmente obbligate a corrisponderlo a prescindere dalla diversa ripartizione delle medesime spese stabilita nella sentenza che ha definito la controversia (Sentenza n. 23133/15 depositata il 12 novembre 2015).

Privato può agire per indebito arricchimento P.A. senza dimostrare riconoscimento utilità dell’opera.

Le sezioni Unite, in materia di ingiustificato arricchimento della pubblica amministrazione, il riconoscimento dell’utilità dell’opera non è un requisito per l’azione di indebito arricchimento, ma spetta al giudice valutare la prova fornita dal privato sull’incremento patrimoniale dell’amministrazione. Quest’ultima, dal canto suo, non può limitarsi a non riconoscere tale incremento, ma deve dimostrare che questo non fu voluto o avvenne nella sua inconsapevolezza.

(sentenza n. 10798/2015)

“Societas delinquere non potest”

La sanzione amministrativa non può essere notificata ad una persona giuridica.

Tribunale di Ancona: sentenza n. 1454/15.

Concorsi pubblici – prove consistenti nella somministrazione di domande a risposte multiple – inderogabilità del principio dell’anonimato

Tar Campania, sezione staccata di Salerno, ordinanze: n° 618/2015 e n° 619/2015.

Tar Salerno, sentenza n. 1903/2015: la mancata sottoscrizione dell’offerta economica e dei relativi elaborati da parte del progettista non giustifica l’esclusione dalla gara.

La valutazione di congruità dell’offerta resa in seguito alla verifica di anomalia non deve essere analiticamente motivata ed è sindacabile solo per manifesta e macroscopica erroneità e irragionevolezza.

(sentenza n. 1903/2015).