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Riccardi e Fenucciu
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Riccardi & Fenucciu Avvocati Associati

Lo studio legale associato Riccardi e Fenucciu ha sede in Salerno ed opera su tutto il territorio nazionale, direttamente o attraverso una serie di qualificati professionisti fiduciari. Nel corso della sua attività lo studio ha maturato significative esperienze nel campo del diritto civile, amministrativo, ambientale, penale amministrativo e penale ambientale.
In tali ambiti, lo studio riserva una particolare attenzione all'attività di consulenza, con speciale riguardo all'assistenza dei propri clienti nei rapporti con le pubbliche amministrazioni.


Lo studio è ubicato in Salerno alla via G. F. Memoli n. 12, nei pressi della nuova cittadella giudiziaria.


 attività estrattiva: Consiglio di Stato, V Sezione, sentenza n. 2242/2012

Raccolta di giurisprudenza
L'esercizio di attività di cava in violazione del progetto assentito consente l'irrogazione delle sanzioni di legge (artt. 26 e 28 L.R.C. 54/1985), ma non il ritiro del titolo estrattivo, la declaratoria di cava abusiva ed il conseguente rifiuto di valutare il progetto di ampliamento presentato ai sensi del piano regionale delle attività estrattive (riforma Tar Napoli, sentt. 2772 e 9001/2009). Pubblicata sul sito della giustizia amministrativa

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 18 April @ 17:55:09 CEST (57 letture)
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 ambiente: Cassazione penale II Sezione sentenza 889/2012

Raccolta di giurisprudenza
La Cassazione definisce i limiti di applicabilità, ai fini penali, della sanatoria paesaggistica.

Afferma che:

l'accertamento postumo di compatibilità paesaggistica, che esclude l'applicazione delle sanzioni penali ex art. 181 d. lgs. 42/2004, non può prescindere dal parere vincolante della soprintendenza, che non ammette equipollenti;

l'accertamento postumo di compatibilità non determina automaticamente la non punibilità del reato, in quanto è obbligo del giudice accertare la sussistenza dei presupposti di fatto e di diritto legittimanti la sanatoria paesaggistica;

ai fini del rilascio della sanatoria paesaggiastica la nozione di "superficie utile" dev'essere individuata prescindendo dai criteri applicabili per la disciplina urbanistica e considerando l'impatto dell'intervento sull'originario assetto dei luoghi.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 24 March @ 20:13:57 CET (78 letture)
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 ambiente: TAR Salerno, II Sezione, sentenza 852/2011

Raccolta di giurisprudenza
Accertamento postumo di compatibilità paesaggistica: il TAR chiarisce i concetti di volumi e superfici utili che impediscono la sanatoria.

Afferma che:

- per “superficie utile”, deve intendersi “qualsiasi superficie utile, qualunque sia la sua destinazione; sono ammesse le logge e i balconi, nonché i portici collegati al fabbricato, aperti su tre lati e contenuti entro il 25% dell’area di sedime del fabbricato stesso”;

- per “volume”, deve intendersi “qualsiasi manufatto costruito da parti chiuse emergente dal terreno o dalla sagoma di un fabbricato preesistente indipendentemente dalla destinazione d’uso del manufatto, ad esclusione dei volumi tecnici” e cioè dei vani “adibiti alla sistemazione di impianti aventi un rapporto di strumentalità necessaria con l’utilizzo della costruzione.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 24 March @ 19:43:43 CET (66 letture)
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 evidenza pubblica: Tar Salerno, I Sezione, sentenza 158 2012

Raccolta di giurisprudenza
T.A.R. Campania – Salerno, sez. I, sent. 03.2.2012 n. 158.

Evidenza pubblica – tassatività cause di esclusione – tempus regit actum.

L’art. 46 bis del D.Lgs. n. 163/06, che ha introdotto il principio antiformalistico della tassatività delle cause di esclusione, non trova applicazione ratione temporis nei confronti delle disposizioni contenute nei bandi di gara emanati prima della sua entrata in vigore.

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 03 February @ 20:24:35 CET (127 letture)
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 penale: Tribunale penale di Sala Consilina, sentenza n. 101/2011

Raccolta di giurisprudenza
Tribunale di Sala Consilina, sent. n. 101/2011 del 20.07.2011.

Penale – prescrizione – assenza del teste e impedimento del difensore – sospensione – non sussiste.

L’adesione all’astensione collettiva delle udienze penali, da parte del difensore dell’imputato, o altro fatto legittimante il rinvio del dibattimento riferibile all’imputato o al difensore, non comporta la sospensione del corso della prescrizione quando l’udienza debba essere rinviata anche per l’escussione di un teste assente.

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 03 February @ 20:16:43 CET (138 letture)
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 diritto processuale: Cassazione, SS. UU. Civili, sentenza 28806 2011

Raccolta di giurisprudenza
In caso di revoca di funzioni dirigenziali anche la modifica della dotazione organica va impugnata dinanzi al giudice ordinario.

Afferma che in materia di lavoro pubblico privatizzato non esiste un doppio binario di tutela giurisdizionale per il dipendente che afferma di essere titolare di una pretesa nell’ambito del rapporto di lavoro sulla quale in ipotesi incida in maniera mediata un atto amministrativo, ma unicamente la possibilità di accesso alla tutela giurisdizionale del giudice ordinario, cui è attribuito il potere di disapplicare tale atto amministrativo, ove illegittimo.

Postato da demetrio fenucciu il Monday, 02 January @ 21:43:36 CET (172 letture)
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 evidenza pubblica: Consiglio di Stato, V Sezione, sentenza n. 6238/2011

Raccolta di giurisprudenza
Qualora il bando richieda la categoria OG2 classifica III l'impresa in possesso della categoria OG2 classifica II può partecipare alla gara ai sensi dell'art. 3 II comma del DPR 34/2000, che consente l'incremento di un quinto della propria classifica, senza che rilevi il possesso del sistema di qualità aziendale (richiesto per la classifica III).

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 28 December @ 22:26:43 CET (163 letture)
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 diritto processuale: Cassazione SS UU Civili, ordinanza 397/2011

Raccolta di giurisprudenza
Le domande di compensanzione degli esercenti il servizio pubblico di trasporto rientrano nella giurisdizione dell'AGO.

Afferma che:

La domanda del concessionaria di servizi di trasporto pubblico di adeguamento dei contributi dovuti dall'ente territoriale, secondo il criterio dei costi effettivi sostenuti e non di quelli standardizzati o forfettari, in quanto fondata sulla richiesta di diretta applicazione del reg. Ce n. 1191 del 1969, modificato dal reg. Ce n. 1893 del 1991, è assoggettata alla giurisdizione del giudice ordinario, venendo il rilievo il diritto soggettivo ad ottenere l'adempimento di un'obbligazione pecuniaria;

a tal riguardo, è irrilevante la riconduzione della controversia nella materia dei pubblici servizi, mancando l'esercizio di un potere autoritativo della P.A., né opera l'art. 244 del d.lg. n. 163 del 2006 che, in materia di revisione prezzi, attribuisce la giurisdizione al giudice amministrativo, essendo esclusa, dall'art. 23 del medesimo d.lgs., la prestazione di servizi di pubblico trasporto dall'ambito di applicazione del codice degli appalti pubblici.

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 28 December @ 21:57:40 CET (162 letture)
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 evidenza pubblica: Consiglio di Stato, VI Sezione, ordinanza 4636/2011

Raccolta di giurisprudenza
La certificazione di qualità aziendale è riferita agli aspetti gestionali dell'impresa nel suo complesso con riguardo alla globalità delle categorie e delle classifiche.

Postato da demetrio fenucciu il Monday, 31 October @ 18:52:48 CET (215 letture)
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 diritto processuale: Cassazione Civile VI Sezione ordinanza 7750/2011

Raccolta di giurisprudenza
La consegna dell'atto nell'abitazione di familiare non convivente del destinatario (seppure abitante nel medesimo stabile) è nulla in quanto in tal caso non può ritenersi sussistente il presupposto della frequentazione quotidiana sul quale si basa la presunzione di consegna.

Postato da demetrio fenucciu il Sunday, 16 October @ 22:19:01 CEST (240 letture)
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 diritto processuale: Cassazione Civile, III Sezione, ordinanza 6514 2011

Raccolta di giurisprudenza
Torna al vaglio delle Sezioni Unite la questione del termine (dimezzato o ordinario?) per l'iscrizione a ruolo dell'opposizione a decreto ingiuntivo in ipotesi di mancata riduzione dei termini a comparire.

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 12 October @ 12:38:32 CEST (245 letture)
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 atti amministrativi: TAR Salerno, I Sezione, sentenza 1563/2011

Raccolta di giurisprudenza
Provvedimento amministrativo: Sospensione dell’efficacia – omessa indicazione del termine di scadenza – illegittimità.

La P.A. non può adottare provvedimenti di “sospensione temporanea”, dell’efficacia di atti precedentemente emessi, indefiniti nella loro scadenza finale.

Questo è il principio sancito dal T.A.R. Salerno Sez. I^ nella sentenza n. 1563/2011 con la quale ha stabilito che: “Il generale potere dell'amministrazione di cui all'art. 7, secondo comma della L. n. 241/1990 - di adottare provvedimenti cautelari e di disporre la sospensione dell'efficacia di atti precedentemente adottati, pur in assenza di definitive determinazioni - presuppone sempre la necessità della prefissione di un termine."

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 04 October @ 15:51:00 CEST (325 letture)
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 diritto processuale: Cassazione, SS UU civili, sentenza 12898 2011

Raccolta di giurisprudenza
La notifica della sentenza alla parte personalmente non fa decorrere il termine breve per impugnare (con nota dell'avv. Fabio Ferlito)

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 09 August @ 14:18:44 CEST (420 letture)
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 attività estrattiva: TAR Napoli, IV Sezione, sentenza n. 3297/2011

Raccolta di giurisprudenza
Cave: il TAR Napoli chiarisce che il PRAE ammette la coltivazione delle cave attive in area di crisi agli esercenti che abbiano inoltrato il nuovo progetto di coltivazione ex art. 27 NTA e non prevede che, nelle more della presentazione e della valutazione di esso, l'attività estrattiva debba essere interrotta.

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 29 June @ 18:56:25 CEST (364 letture)
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 giurisprudenza: Tar Salerno, I Sezione, ordinanza 1162/2011

Raccolta di giurisprudenza
Il Tar Salerno solleva questione di legittimità costituzionale delle norme (art. 9 comma 22 d.l. 78/2010) che hanno ridotto i trattamenti stipendiali dei magistrati.

Afferma che il trattamento economico dei magistrati non può ritenersi nella libera disponibilità del potere legislativo o esecutivo perchè costituisce un aspetto essenziale per attuare il precetto costituzionale dell'indipendenza della magistratura ex art. 104 Cost.

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 29 June @ 17:55:36 CEST (328 letture)
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 diritto processuale: Tar Napoli, IV sezione, sentenza 2161/2011

Raccolta di giurisprudenza
Ottemperanza alle sentenze civili recanti condanna al pagamento di somma di danaro.

Il TAR Napoli chiarisce che:

non sono dovute le spese di precetto;

non è dovuta la cd. astreinte ex art. 114 IV comma lettera a) cpa;

sono dovuti gli interessi legali;

sono dovuti spese, diritti ed onorari per: registrazione, esame; estrazione copia e notifica titolo; redazione e notifica diffida a provvedere.

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 24 June @ 11:12:14 CEST (300 letture)
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 evidenza pubblica: Consiglio di Stato, Sezione V, sentenza 3769/2011

Raccolta di giurisprudenza
Articolo 38 del codice dei contratti e buona fede.

Le dichiarazioni ex art. 38 del codice dei contratti vanno lette secondo buona fede e, in tale ottica, è ammesso il ricorso al potere di integrazione ex art. 46 del codice per consentire agli interessati di emendare meri errori materiali (nel caso di specie l'amministratore aveva dichiarato l'assenza delle cause di esclusione ex art. 38 lettere a e b del codice in luogo di quelle di cui alle lettere b e c; il Consiglio di Stato ha ritenuto che legittimamente la stazione appaltante ha consentito l'integrazione delle dichiarazioni rese).

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 22 June @ 21:23:19 CEST (301 letture)
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 ambiente: Tar Salerno, I Sezione, sentenza 1112/2011

Raccolta di giurisprudenza
Il PTP dei comuni cilentani consente la realizzazione di strutture ricettive in zona D del parco.

Il piano territoriale paesistico dei comuni cilentani detta una specifica disciplina dell'uso del territorio prevalente sulle disposizioni dei programmi di fabbricazione locali la quali, essendo puntuale, consente la realizzazione di strutture turistico-ricettive in zona D del parco nazionale del Cilento.

Postato da demetrio fenucciu il Thursday, 16 June @ 20:19:01 CEST (322 letture)
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 ambiente: Consiglio di Stato, VI Sezione, sentenza 3851/2010

Raccolta di giurisprudenza
Il permesso di costruire resiste ai vincoli sopravvenuti anche in caso di mancato inizio dei lavori incolpevole.

Afferma che, per il principio di tutela dell'affidamento, il vincolo paesaggistico sopravvenuto non è opponibile a chi abbia precedentemente conseguito un titolo abilitativo edilizio senza iniziare i lavori per factum principis a lui non imputabile.

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 15 June @ 10:35:37 CEST (294 letture)
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 diritto processuale: Consiglio di Stato, V Sezione, sentenza 1520/2009

Raccolta di giurisprudenza
In ipotesi di rinvio della causa a data da destinare le parti non sono tenute a compiere atti di impulso processuale per evitare la perenzione.

Afferma che in ipotesi di rinvio a data da destinare la nuova udienza va fissata di ufficio; conseguentemente, non avendo l'originaria istazna di fissazine di udienza esautiorto i suoi effetti, la perenzione non opera.

Invece, in ipotesi di cancellazione della causa dal ruolo, occorre una nuova domanda di fissazione di udienza in mancanza della quale opera l'istituto della perenzione (nello stesso senso cfr. sentenza 7864/2003).

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 03 June @ 17:41:09 CEST (292 letture)
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 giurisprudenza: Consiglio di Stato, V, sentenza 1271/2011

Raccolta di giurisprudenza
Chi subisce l'illegittimo ritardo nella conclusione del procedimento amministrativo ha diritto al risarcimento del danno biologico.

nota dell'avv. Fabio Ferlito

Afferma che l'inerzia della p.a. nel provvedere su una istanza del privato assume particolare valenza negativa (derivando dall'ingiustificata inosservanza del termine di conclusione del procedimento che il legislatore ha elevato all'ambito dei livelli essenziali delle prestazioni da garantire su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell'art. 117, comma 2, lett. m) cost.), con la conseguenza che risulta valorizzata e potenziata ogni forma di tutela, compresa quella risarcitoria, per i danni da ritardo della p.a., estensibili quindi anche alle conseguenze di detto ritardo sull'integrità fisica del cittadino (cosiddetto danno biologico).

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 18 May @ 19:34:33 CEST (384 letture)
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 evidenza pubblica: Consiglio di Stato, V, sentenza 513/2011

Raccolta di giurisprudenza
Le dichiarazioni ex art. 38 d. lgs. vanno rese, nelle società di capitali, solo dagli amministratori muniti di potere di rappresentanza e dai direttori tecnici (e non dai procuratori speciali della società).

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 18 May @ 19:14:26 CEST (346 letture)
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 evidenza pubblica: Consiglio di Stato, adunanza plenaria, sentenza 4 2011

Raccolta di giurisprudenza
Il concorrente definitivamente escluso non è legittimato ad impugnare gli e siti della gara al fine della sua ripetizione.

Afferma che: 1. Il ricorso incidentale con il quale si contesta l’ammissione del ricorrente principale alla gara deve essere esaminato prioritariamente anche se il ricorrente principale invoca l’interesse strumentale alla rinnovazione dell’intera procedura; e ciò indipendentemente dal numero dei partecipanti alla procedura selettiva.

2. L’esame prioritario del ricorso principale è tuttavia consentito, per ragioni di economia processuale, qualora esso sia manifestamente infondato, inammissibile o irricevibile.

3. Il giudice deve decidere prima le questioni di rito rispetto a quelle di merito; tra le questioni di rito la verifica dei presupposti processuali deve precedere quella delle condizioni dell'azione.

4. La titolarità di una posizione sostanziale differenziata che abilita un determinato soggetto all’esercizio dell’azione (legittimazione al ricorso) va distinta dall’utilità ricavabile dall’accoglimento della domanda (interesse al ricorso). In materia di appalti pubblici la legittimazione al ricorso deve essere collegata ad una situazione giuridica differenziata per effetto della partecipazione alla procedura oggetto di contestazione. Pertanto, la definitiva esclusione o l’accertamento della illegittimità della partecipazione alla gara impedisce di riconoscere al concorrente la titolarità di una situazione sostanziale che lo abiliti ad impugnare gli esiti della procedura selettiva.

5. Nelle gare di appalto i requisiti generali e speciali devono essere posseduti alla scadenza del bando, al momento della verifica dei requisiti da parte della S. A., al momento dell’aggiudicazione provvisoria e definitiva e per tutta la durata dell’appalto, senza soluzione di continuità.

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 13 May @ 20:01:00 CEST (499 letture)
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 diritto processuale: Cassazione, SS UU civili, sentenza 26128 2010

Raccolta di giurisprudenza
Opposizione a decreto ingiuntivo - proposizione di domanda riconvenzionale da parte dell'opposto.

nota dell'avv. Fabio Ferlito

La domanda di ingiustificato arricchimento è domanda diversa rispetto a quella di adempimento contrattuale perché diversi sono i fatti giuridicamente rilevanti, posti a fondamento della domanda e diverso è il bene giuridico perseguito.

Ne consegue che, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, al creditore opposto è consentita la sua proposizione, soltanto se tale esigenza nasce dalle difese dell'ingiunto-opponente contenute nell'atto di opposizione a decreto ingiuntivo, e purché la relativa domanda sia proposta, a pena di inammissibilità rilevabile d'ufficio, nella comparsa di costituzione e risposta della parte opposta.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 16 April @ 10:50:57 CEST (362 letture)
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 diritto processuale: Cass. civile, I, sentenza 21255 2010

Raccolta di giurisprudenza
Giudizio di rinvio - Modalità di riassunzione

Afferma che:

l’art. 392 cpc, che dispone che la riassunzione della causa dinanzi al giudice di rinvio va fatta con citazione, va coordinato con l’art. 394 c.p.c., comma 1, secondo il quale il giudizio va riassunto in base alle norme stabilite per il procedimento davanti il giudice al quale la Corte ha rinviato la causa, norma che si pone in un rapporto di specialità rispetto alla regola generale della riassunzione con citazione. Conseguentemente, nei giudizi introdotti con ricorso, anche la riassunzione in sede di rinvio va fatta nella medesima forma e, laddove sia fatta in forma di citazione anziché in quella di ricorso, il giudizio risulta tempestivamente incardinato, secondo quanto previsto dall’art. 393 c.p.c., soltanto qualora l’atto di citazione sia stato depositato in cancelleria entro il termine di decadenza stabilito dalla legge.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 16 April @ 10:44:07 CEST (324 letture)
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 diritto processuale: Cassazione civile ordinanza 3071/2011

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che:

1. ai sensi dell'art. 18 L.F. il creditore istante assume la qualità di litisconsorte necessario nel giudizio di opposizione alla dichiarazione di fallimento;

2. in una situazione processuale di cause inscindibili la notifica dell'impugnazione eseguita nei confronti di uno solo dei litisconsorti nei termini di legge introduce validamente il giudizio di opposizione anche nei confronti di tutte le altre parti, ancorchè l'atto di impugnazione sia stato a queste tardivamente notificato. In tal caso, infatti, l'atto tardivo riveste la funzione di notificazione per integrazione del contraddittorio ex art. 331 cpc e l'iniziativa della parte, ancorchè sopravvenuta prima ancora dell'ordine del giudice, assolve alla medesima funzione.

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 18 February @ 17:04:08 CET (297 letture)
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 diritto processuale: Tar Salerno, sentenza 11146/2010

Raccolta di giurisprudenza
Se la P.A. occupa una superficie maggiore di quella oggetto della dichiarazione di pubblica utilità la giurisdizione appartiene all’AGO.

Afferma che:

1. in presenza del fenomeno dell’occupazione appropriativa, la domanda con la quale si invoca il risarcimento del danno patito in ordine alla parte residua del fondo non interessata dalla realizzazione dell’opera pubblica, ricade nell’ambito della competenza riservata al G.O.. Ed infatti, trattasi di controversia avente ad oggetto il risarcimento di un danno non riconducibile a provvedimenti emessi dalla P.A., bensì derivante da una situazione di mero fatto creatasi per effetto dell’attività della P.A..

2. Esorbita dalla giurisdizione del giudice amministrativo la questione concernente l’espropriazione di fatto di un’area di estensione maggiore rispetto a quella descritta nel decreto di espropriazione. In particolare lo sconfinamento da aree legittimamente occupate costituisce un illecito permanente non ricollegabile all’esercizio di poteri amministrativi e, pertanto, l’azione risarcitoria conseguente rientra nella giurisdizione del G.O..

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 08 February @ 19:57:08 CET (329 letture)
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 Rifiuti in Campania: un magistrato amico dei boss nel team di Bertolaso

PHP-Nuke
Da il fatto quotidiano del 2.2.2011 "rifiuti in Campania: un magistrato amico dei boss nel team di Bertolaso."

Si riferisce che:

"Il magistrato Donato Ceglie, pm a Santa Maria Capua Vetere, ha contatti con gli Orsi, si spende presso Raio (prima alla prefettura poi al commissariato) per il rilascio di un porto d’armi a Michele Orsi ...";

"Ceglie venne già indicato dall’allora ministro Pecoraro Scanio come sponsor per la nomina di De Biasio al commissariato di governo";

nel corso di indagini penali sarebbero "Di rilievo agli esiti delle s.i.t. rese dal prefetto Catenacci, il quale, in termini compatibili con quanto già desumibile dall’attività intercettativa, fa riferimento ad un’inusitata attività di consulenza svolta dal Ceglie nei confronti dello stesso prefetto e del commissariato, in ragione della sua precipua competenza professionale, nonché a un parimenti inusitato interessamento del Ceglie per risolvere un ostacolo formale che si pensava sussistesse per l’assunzione presso il commissariato di un professionista, l’architetto De Biasio."

Chissà se qualcuno ha verificato (o verificherà) l'opportunità che un PM che avrebbe intrattenuto i rapporti di cui si parla nell'articolo con soggetti indiziati di appartenere a sodalizi attivi per la gestione illegale dei rifiuti in Campania continui a esercitare le sue funzioni presso gli uffici giudiziari campani ...

Qui il testo integrale dell'articolo de "il fatto quotidiano."


Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 02 February @ 17:58:52 CET (357 letture)
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 urbanistica: Tar Lazio, II Sezione, sentenza 33106/2010

Raccolta di giurisprudenza
La costruzione in zona agricola è consentita anche ai proprietari che non sono coltivatori diretti a titolo principale.

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 21 January @ 18:01:04 CET (464 letture)
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 diritto processuale: Cassazione, Sezione Tributaria, sentenza 7241/2010

Raccolta di giurisprudenza
La Corte di Cassazione chiarisce che il nuovo testo dell'art. 83 III comma cpc, che consente il rilascio della procura alle liti anche a margine della memoria di nomina di nuovo difensore, si applica solo ai giudizi instaurati, in primo grado, dopo l'entrata in vigore della l. 69/2009.

Nei giudizi instaurati precedentemente, pertanto, le procure rilasciate a margine di atti diversi dal ricorso e dal controricorso sono nulle (cfr. Cass. 8708/2009).

Postato da demetrio fenucciu il Monday, 13 December @ 14:46:59 CET (350 letture)
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 diritto processuale: Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ordinanza 23594/2010

Raccolta di giurisprudenza
Le Sezioni Unite esaminano il rito delle opposizioni alle sanzioni ammnistrative e, nel ribadire l'appellabilità delle relative sentenze, affermano che:

il giudizio di appello in materia di sanzioni ammnistrative è soggetto al rito ordinario;

al detto giudizio non si applica la regola del foro erariale la quale è derogata dal criterio di prossimità che radica la competenza in capo al giudice della commessa infrazione.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 11 December @ 19:34:47 CET (426 letture)
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 atti amministrativi: Corte Costituzionale, sentenza n. 310/2010

Raccolta di giurisprudenza
Escludere, per determinate categorie di atti, l'obbligo di motivazione ex art. 3 l. 241/1990 è incostituzionale.

Afferma che:

l’art. 3, comma 1, della legge n. 241 del 1990 stabilisce che "ogni provvedimento amministrativo, compresi quelli concernenti l’organizzazione amministrativa, lo svolgimento dei pubblici concorsi ed il personale, deve essere motivato, salvo che nelle ipotesi previste dal comma 2. La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione alle risultanze dell’istruttoria". Il comma 2, poi, esclude la necessità della motivazione per gli atti normativi e per quelli a contenuto generale.

La norma sancisce ed estende il principio, di origine giurisprudenziale, che in epoca anteriore all’entrata in vigore della legge n. 241 del 1990 aveva già affermato la necessità della motivazione, con particolare riguardo al contenuto degli atti amministrativi discrezionali, nonché al loro grado di lesività rispetto alle situazioni giuridiche dei privati, individuando nella insufficienza o mancanza della motivazione stessa una figura sintomatica di eccesso di potere.

L’obbligo di motivare i provvedimenti amministrativi è diretto a realizzare la conoscibilità, e quindi la trasparenza, dell’azione amministrativa. Esso è radicato negli artt. 97 e 113 Cost., in quanto, da un lato, costituisce corollario dei principi di buon andamento e d’imparzialità dell’amministrazione e, dall’altro, consente al destinatario del provvedimento, che ritenga lesa una propria situazione giuridica, di far valere la relativa tutela giurisdizionale.

Postato da demetrio fenucciu il Monday, 08 November @ 16:45:40 CET (428 letture)
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 giurisprudenza: Corte Costituzionale, sentenza 278/2010

Raccolta di giurisprudenza
La disciplina dei mezzi mobili di pernottamento (campers, roulottes e case mobili) collocati all'interno delle strutture ricettiva introdotta con la legge 99/2009 è incostituzionale.

Afferma la Corte che l'art. 3 l. 99/2009 è illegittimo perchè ha introdotto una normativa dettagliata e specifica che non lascia alcuno spazio al legislatore regionale. Essa, pertanto, oltrepassa i confini delle competenze che, ai sensi dell'art. 117, terzo comma, Cost. spettano al legislatore statale in materia di governo del territorio.

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 15 October @ 22:32:06 CEST (471 letture)
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 diritto processuale: Cassazione, III sezione civile, sentenza n. 18971/2009

Raccolta di giurisprudenza
Il decreto ingiuntivo diviene inefficace solo se la notifica nel termine stabilito fissato dall'art. 644 cpc manchi; la notifica irregolare o nulla, invece, esprimendo comunque la volontà dell'intimante di avvalersi dell'ingiunzione, non incide sull'efficacia del decreto ingiuntivo ma abilita l'ingiunto a proporre l'opposizione tardiva ex art. 650 cpc..

L'opposizione tardiva, peraltro, non può esaurirsi in una denuncia del vizio della notifica, perchè taole doglianza, ove non accompagnata da contestazioni sulla pretesa creditoria, non produce risultati utili per l'opponente.

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 13 October @ 23:46:33 CEST (373 letture)
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 diritto processuale: Corte di Cassazione, VI Sezione penale, sentenza 24639/2010

Raccolta di giurisprudenza
Le sentenze emesse all'esito dell'udienza preliminare vanno impugnate sempre nel termine di 15 giorni.
Nel caso deciso dalla Suprema Corte la procura della Repubblica di SMCV è incorsa in un duplice errore in quanto, in palese contrasto con l’orientamento giurisprudenziale pacifico in materia:

- ha impugnato una sentenza di non luogo a procedere con appello invece che con ricorso per Cassazione;
- ha inoltrato l’appello dopo il quarantaduesimo giorno successivo alla comunicazione del deposito della sentenza (ritenendo applicabile il termine lungo ex art. 585 I comma lettera c cpp), dimenticando che le sentenze di non luogo a procedere, essendo emesse in seguito a procedimento camerale, vanno gravate entro quindici giorni, ex art. 585 I comma lettera a) cpp, indipendentemente dal tempo impiegato dal giudice per il deposito della motivazione.

La VI sez. penale della Suprema Corte di Cassazione ha sanzionato il grave errore dichiarando inammissibile il gravame in quanto, in conformità alla sent. Sez. Un., n. 31312/2002 ed alla giurisprudenza ad essa successiva, ha precisato la portata dell’art. 585, comma primo, lett. a), c.p.p. stabilendo che “il termine di impugnazione delle sentenze di non luogo a procedere, pronunciate all’esito dell’udienza preliminare, è quello di quindici giorni stabilito dall’art. 585, comma primo, lett. a), c.p.p. per i provvedimenti emessi a seguito di procedimento in camera di consiglio, aggiungendo che è del tutto ininfluente l’irrituale applicazione, da parte del giudice, di un termine più ampio per il deposito della motivazione, ai sensi dell’art. 544, comma terzo, c.p.p.”

Postato da demetrio fenucciu il Thursday, 07 October @ 21:02:54 CEST (411 letture)
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 diritto processuale: Cassazione - Sezioni Unite Civili - ord. 19051 6/9/2010

Raccolta di giurisprudenza
Le Sezioni Unite cihiriscono la portata del nuovo art. 360 bis cpc enunciando il seguente principio di diritto: "La Corte rigetta il ricorso, perché manifestamente infondato, se, al momento in cui pronuncia, la decisione di merito si presenta conforme alla propria giurisprudenza e il ricorso non prospetta argomenti per modificarla".

Il principio di diritto è stato enunciato nell’interesse della legge, usando del potere conferito alla Corte dall’art. 363 c.p.c., in un caso in cui il giudizio è stato dichiarato estinto per rinunzia al ricorso sopravvenuta al decreto di fissazione della adunanza in camera di consiglio (tratta dal sito www.cortedicassazione.it).

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 29 September @ 23:13:30 CEST (379 letture)
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 normativa: Codice del processo amministrativo

Normativa civile, amministrativa, penale(LINK AL SITO DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA);

Circolare del Presidente del Consiglio di Stato sul regime transitorio.

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 24 August @ 17:41:49 CEST (376 letture)
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 Toghe e logge massoniche: dove è finita la superiorità morale del Giudice?

Raccolta di giurisprudenza
Recenti indagini hanno condotto il Tribunale di Roma ad ipotizzare l'esistenza di una nuova loggia massonica che condiziona le nomine di molti magistrati.

Lo scenario è inquietante: risulta, tra l'altro, che la nomina del dott. Paolo Albano a Procuratore Capo della Repubblica di Isernia è stata voluta dai componenti della pretesa loggia che si sarebbero attivati per favorirla.

Ad di là degli aspetti penali (sui quali va affermata con forza la presunzione di innocenza delle persone coinvolte nell'indagine) c'è da chiedersi perchè i componenti dell'ipotetica loggia - estranei alla magistratura - erano interessati alla nomina del dott. Albano; volevano forse chiedergli un giorno qualcosa in cambio?

Ma, soprattutto, è opportuno che un Procuratore Capo che viene definito "amico" dai componenti di un preteso sodalizio criminale continui a ricoprire il suo incarico?

Come può costui cercare le pagliuzze negli occhi altrui se ha le travi nei propri?

Occorrerebbe un sussulto di dignità; la magistratura dovrebbe fare pulizia al suo interno e coloro che hanno ricevuto incarichi prestigiosi in maniera poco limpida dovrebbero rassegnare le dimissioni o, perlomeno, fornire ampi chiarimenti.

E' facile prevedere che non accadrà nulla e gli "amici" della "cricca" continueranno a cercare le pagliuzze negli occhi altrui... con buona pace della "superiorità morale" che dovrebbe caratterizzare tutti coloro che sono chiamati a giudicare gli altri...

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 17 July @ 13:43:25 CEST (440 letture)
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 giurisprudenza: Cassazione Civile III Sezione sentenza n. 7786 2010

Raccolta di giurisprudenza
La Cassazione chiarisce i presupposti per la risarcibilità del danno patrimoniale da lucro cessante.

nota dell'avv. Rosa Cozzi

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 11 May @ 11:12:04 CEST (397 letture)
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 penale: Cassazione, I Sezione penale, sentenza 41306/2009

Raccolta di giurisprudenza
Il disastro doloso ex art. 434 c.p. richiede, per essere integrato, il dolo diretto o intenzionale; esso, quindi, va escluso qualora l'atteggiamento psicologico dell'agente sia qualificabile in termini di dolo eventuale o di accettazione dell'evento.

Insomma la norma incriminatrice di cui all'art. 434 cp richiede che l'agente commetta un "fatto diretto a cagionare il crollo di una costruzione ovvero ad un altro disastro" di guisa che, nell'ipotesi in cui il fatto consumato sia stato posto in essere non già per conseguire questo risultato, e cioè un crollo rovinoso ovvero altro disastro, ma per conseguire altra finalità, viene a mancare sia l'elemento oggettivo del reato [che per la sua configurazione richiede appunto un fatto diretto a cagionare crolli o disastri] sia l'elemento psicologico del reato, dacchè il dolo delineato nell'ipotesi anzidescritta dalla fattispecie criminosa comporta la volontà diretta a cagionare detto crollo od altro disastro.

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 14 April @ 23:02:42 CEST (515 letture)
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 lavoro: Consiglio di Stato, IV Sezione, sentenza n. 545 2010

Raccolta di giurisprudenza
La legge 104/1992 tutela solo le situazioni di assistenza in atto.

Afferma che la giurisprudenza ha ampiamente sottolineato come, pur essendo stato eliminato dall’art. 19 della legge 8 marzo 2000, n. 53, il requisito originariamente previsto della “convivenza”, in base al successivo art. 20 della stessa legge, resta tuttavia fermo che il beneficio in questione spetta soltanto ai soggetti che prestano assistenza a parenti o affini entro il terzo grado “con continuità ed in via esclusiva”. Ne consegue che, da un lato, l’assistenza effettiva e non soltanto di carattere morale deve essere già in atto; dall’altro lato, solo la mancanza di altri soggetti, conviventi o comunque abitanti nel Comune di residenza della persona bisognosa, tenuti a qualsiasi titolo a prestare la necessaria assistenza, può legittimare il dipendente a chiedere il trasferimento (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 14 ottobre 2005, n. 5795).

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 20 March @ 17:42:00 CET (436 letture)
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 lavoro: TAR Lazio, sentenza n. 1646/2010

Raccolta di giurisprudenza
La legge 104/1992 tutela solo le situazioni di assistenza in atto.

Afferma che l’art. 33, 5° comma, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (secondo cui "il genitore o il familiare lavoratore, pubblico o privato, che assista con continuità un parente o affine entro il terzo grado handicappato, ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede") ha come scopo primario quello di ampliare la sfera di tutela del portatore di handicap, salvaguardando situazioni di assistenza in atto, accettate dal disabile, al fine di evitare rotture traumatiche e dannose

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 20 March @ 17:23:49 CET (402 letture)
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 ambiente: Circolare ministeriale 22.1.2010 - autorizzazione paesaggsitica

Normativa civile, amministrativa, penale
Il nuovo procedimento per l'autorizzazione paesaggsitica: circolare 22.1.2010 del Ministero per i beni e le attività culturali.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 13 March @ 17:18:56 CET (505 letture)
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 attività estrattiva: Corte Costituzionale, sentenza n. 67/2010

Raccolta di giurisprudenza
La Corte Costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale della leggere regionale campana n. 14/2008.

L'ennesima bocciatura conferma l'incapacità della Regione Campania di gestire la delicata materia delle attività estrattive.

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 02 March @ 20:54:48 CET (542 letture)
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 attività estrattiva: TAR Ancona, sentenza n. 1444/2009

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che:

1. gli “usi esclusivi” ai quali può essere destinato il calcare massiccio con purezza superiore al 98% non sono limitati alle necessità dell’industria chimica, metallurgica, cartaria ed agroalimentare, ma si estendono in generale all’industria delle costruzioni ed in particolare alla produzione di pietrisco per conglomerati cementizi ed al settore degli inerti fini per la confezione di conglomerati bituminosi, senza alcuna limitazione o contingentamento;

2. l’art. 6-bis, comma 1, della L.R. n. 71 del 1997 consente di esentare l’attività di coltivazione in sotterraneo da tutti i vincoli imposti dal PPAR, ad eccezione di quello relativo ai corsi d’acqua;

3. il regolamento per la composizione e il funzionamento della conferenza dei servizi approvato con deliberazione del Consiglio provinciale di Ancona 13 aprile 2005 n. 14 dispone che gli enti pubblici locali o statali invitati alla conferenza non assumono la qualità di componenti e pertanto non concorrono alla determinazione del quorum strutturale della conferenza e all’espressione del parere di cui all’art. 13, comma 3, della L.R. 71/1997;

4. anche la cava autorizzata all'esecuzione del recupero ambientale del sito - che può contemplare pure attività di estrazione di calcare - va considerata "attiva";

5. i motivi di ricorso proposti in atti non notificati alle controparti sono inammissibili.

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 29 December @ 13:04:17 CET (469 letture)
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 attività estrattiva: TAR Napoli, IV Sezione, sentenza 9613/2009

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che:

1. l'art. 17 delle NTA del PRAE impone l’indizione, ad opera dell’autorità procedente, della conferenza di servizi per l’acquisizione di tutti i pareri e nulla osta necessari per l'approvazione dei progetti estrattivi;

2. l'art. 27 delle NTA del PRAE, come si evince pure dalla direttiva della G.R. 7/10/2009, consente la presentazione di progetti che contemplino superflci in ampliamento poste a monte dell'originario fronte di cava e/o interventi di rimodellamento del fronte di cava già esistente, al fine di meglio raccordare l’originario sito di cava con la zona esterna ad essa contigua;

3. la L. R. 14/2008 riguarda, in via transitoria, la sola attività autorizzabile nelle more dell’attuazione del P.R.A.E. sulla base dei progetti già approvati; essa, quindi, non impedisce la valutazione dei progetti inoltrati ai sensi del P.R.A.E. medesimo.

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 29 December @ 12:00:12 CET (504 letture)
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 inform.ve antimafia: TAR Napoli, I Sezione, sentenza n. 4829/2009

Raccolta di giurisprudenza
La vittima del reato di estorsione consumato con metodi camorristici non può per ciò solo essere destinataria di una misura interdittiva antimafia.

Afferma che, se è vero che la posizione di estorto non esclude necessariamente la sussistenza di un pericolo di condizionamento (poichè attesta l'esistenza di un contatto tra soggetto passivo e criminalità organizzata), è del pari evidente che la forza argomentativa di questo elemento, ai fini del giudizio di mafiosità, è significativamente sminuita dalla peculiare posizione dell'interessato il quale avrebbe subito l'ingerenza di gruppi camorristici. L'informativa che non pondera adeguatamente tale situazione è illegittima per eccesso di potere per difetto di istruttoria e motivazione.

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 15 December @ 17:53:56 CET (458 letture)
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 procedure ablatorie: TAR Campania, V, sentenza n. 4865/2009

Raccolta di giurisprudenza
L'illegittima apprensione del bene non consente l'automatica acquisizione della proprieta da parte della P.A. neppure qualora il privato insti per il solo risarcimento del danno per equivalente.

Afferma che:

- il termine per la conclusione del procedimento ablatorio è una garanzia posta dalla legge a difesa del privato espropriando; il suo inutile decorso costituisce un caso di illegittimo esercizio della funzione pubblica cui consegue l'illegittimità del decreto di esproprio reso tardivamente;

- in tal caso, tuttavia, l'uso illecito del bene da parte della P.A. non consente la pronuncia di una condanna puramente risarcitoria la quale (come la cd. accessione invertita) è vietata dal primo protocolo allegato alla CEDU;

- va dunque concesso un termine alla P.A. affinchè concluda un accordo con effetti traslativi della proprietà previa intesa sull'importo dovuto a titolo di integrale risarcimento del danno ovvero, in mancanza, si avvalga dell'istituto disciplinato dall'art. 43 del DPR 327/2001 emettendo decreto di acquisizione della proprietà dell'area che rechi contestuale determinazione della somma da corrispondere a titolo di risarcimento;

- in mancanza di definizione (in via negoziale o autoritativa) della vicenda traslativa della proprietà negli antescritti termini, il privato avrà diritto alla restituzione; in tal caso le misure conseguenziali potranno essere richieste in sede di esecuzione della sentenza che ha annullato il decreto di esproprio.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 05 December @ 10:08:14 CET (475 letture)
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 urbanistica: Tar Salerno, II sezione, sentenza 4276/2009

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che:

1. l'edificio abusivo ed insanabile realizzato sul fondo finitimo non rileva al fine del calcolo delle distanze dai confini.

2. il principio civilistico della prevenzione è inapplicabile qualora lo strumento urbanistico preveda distanze minime dai confini (cfr. Cass. Civ. , II, n. 4895/2002).

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 28 November @ 11:15:13 CET (445 letture)
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 inform.ve antimafia: TAR Napoli, I Sezione - sentenza 6241/2009

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che:

1. ai fini dell’adozione di una interdittiva antimafia non si richiede di pervenire al medesimo grado di certezza dei presupposti che può essere assicurato da una decisione assunta in sede giurisdizionale penale e nemmeno dall’applicazione di una misura di prevenzione, essendo all’uopo sufficiente la dimostrazione del mero pericolo del pregiudizio, attraverso la presenza di fatti sintomatici che rendano concretamente plausibile la sussistenza di un collegamento tra l’impresa e la criminalità organizzata.

2. In generale, quindi, l’applicazione di misure straordinarie va motivato con riferimento alla sussistenza di fatti idonei a dimostrare, anche se in via indiziaria e sintomatica, una pericolosità dell’azione invasiva del fenomeno mafioso, attraverso collegamenti o ingerenze che, pur non raggiungendo la soglia dell’illecito penale, comunque si riverberano sull’operatività della pubblica amministrazione o sulla sicurezza pubblica. Tali apprezzamenti, spettanti alla competente autorità amministrativa, sono soggetti al sindacato giurisdizionale del giudice amministrativo, limitatamente ai casi di manifesta illogicità o travisamento dei fatti, nonché di difetto di motivazione o di istruttoria.

3. Un'inibitoria antimafia può essere emanata anche in casi in cui non emergano a carico dei soggetti interessati profili suscettibili di rilevanza penale. Pertanto una sentenza di assoluzione non esclude in assoluto che possa essere emanato un provvedimento ostativo, ma anzi essa può contenere elementi che, pur negando la sussistenza di responsabilità con quel grado di certezza richiesto per la condanna in sede penale, possono essere nondimeno rilevanti ai fini della prevenzione antimafia.

4. Tuttavia, allorquando il provvedimento prefettizio, nel trarre indizi unicamente da un procedimento penale a carico di un soggetto, trascura di considerare l’esito conclusivo di quel procedimento, non risulta debitamente valutata e ponderata l'effettiva e compiuta rilevanza delle relative risultanze: in tali ipotesi il provvedimento interdittivo si palesa viziato per difetto di istruttoria e di motivazione.

Postato da demetrio fenucciu il Monday, 16 November @ 19:37:02 CET (492 letture)
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 attività estrattiva: Tar Napoli IV Sezione, sentenza n. 7072/2009

Raccolta di giurisprudenza
L'esercente attività di cava ha diritto di accedere agli atti del relativo procedimento e di partecipare all'attività della P.A. tesa alla quantificazione delle somme dovute a titolo di contributi estrattivi.

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 11 November @ 17:07:09 CET (458 letture)
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 attività estrattiva: TAR Bari, III Sezione, sentenza n. 2498/2009

Raccolta di giurisprudenza
Le istanze ex art. 45 R.D. 1443/1927 sono ammissibili solo in caso di inerzia del proprietario.

Afferma che qualora il proprietario delle aree sfruttabili ai fini estrattivi dimostri una chiara e seria volontà intraprenderne la coltivazione a cava, ciò esclude in radice l’inerzia del proprietario, presupposto indefettibile affinché possa attivarsi la procedura di cui all’art. 45 r.d. n. 1443/1927 per l’acquisizione al patrimonio indisponibile regionale e la successiva concessione a terzi del giacimento.

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 03 November @ 11:38:16 CET (478 letture)
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 diritto processuale: Consiglio di Stato, sentenza n. 4884/2009

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che:

la comunicazione dell’avviso di udienza al procuratore costituito è stabilito a tutela del diritto di difesa; il mancato invio dello stesso configura un difetto di procedura di cui all’art. 35 della l. n. 1034/71, che travolge tutti i successivi atti processuali;

in tali casi occorre disporre l’annullamento della sentenza impugnata con rinvio al Tar, dinanzi al quale il giudizio dovrà essere riassunto nel termine di sessanta giorni dalla notificazione della decisione, ovvero entro un anno dalla pubblicazione della medesima (pubblicata sul sito della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 03 October @ 11:13:02 CEST (468 letture)
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 lavoro: Corte di Cassazione, VI Sezione, sentenza n. 5026/2009

Raccolta di giurisprudenza
Corte di Cassazione, VI Sezione, sentenza n. 5026/2009.

Afferma che dopo la privatizzazione il rapporto di impiego dei dipendenti degli enti pubblici è disciplinato dalle norme pattizie poste dal CCNL di categoria; la violazione delle dette norme - proprio per la loro natura pattizia - non può dare luogo ad un abuso d'ufficio.

Postato da demetrio fenucciu il Thursday, 24 September @ 13:02:45 CEST (523 letture)
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 resp.tà magistrati: Corte Costituzionale, sentenza n. 224/2009

Raccolta di giurisprudenza
E' legittimo il divieto di iscrizione dei magistrati , anche fuori ruolo, ai partiti politici.

Afferma che:
la Costituzione consente che il legislatore ordinario introduca, a tutela e salvaguardia dell'imparzialità e dell'indipendenza dell'ordine giudiziario, il divieto di iscrizione ai partiti politici per i magistrati.
La disciplina vigente ha dato attuazione alla previsione costituzionale stabilendo che costituisce illecito disciplinare non solo l'iscrizione, ma anche "la partecipazione sistematica e continuativa a partiti politici": accanto al dato formale dell'iscrizione, pertanto, rileva, ed è parimenti precluso al magistrato, l'organico schieramento con una delle parti politiche in gioco, essendo anch'esso suscettibile, al pari dell'iscrizione, di condizionare l'esercizio indipendente ed imparziale delle funzioni e di comprometterne l'immagine. Non è ravvisabile, pertanto, alcuna violazione dei parametri costituzionali invocati dal giudice rimettente, perché, nel disegno costituzionale, l'estraneità del magistrato alla politica dei partiti e dei suoi metodi è un valore di particolare rilievo e mira a salvaguardare l'indipendente ed imparziale esercizio delle funzioni giudiziarie, dovendo il cittadino essere rassicurato sul fatto che l'attività del magistrato, sia esso giudice o pubblico ministero, non sia guidata dal desiderio di far prevalere una parte politica.
In particolare, non contrasta con quei parametri l'assolutezza del divieto, ossia il fatto che esso si rivolga a tutti i magistrati, senza eccezioni, e quindi anche a coloro che, come nel caso sottoposto all'attenzione della Sezione disciplinare rimettente, non esercitano attualmente funzioni giudiziarie. Infatti, l'introduzione del divieto si correla ad un dovere di imparzialità e questo grava sul magistrato, coinvolgendo anche il suo operare da semplice cittadino, in ogni momento della sua vita professionale, anche quando egli sia stato, temporaneamente, collocato fuori ruolo per lo svolgimento di un compito tecnico.
Né vi è contraddizione con il diritto di elettorato passivo spettante ai magistrati, e ciò sia per la diversità delle situazioni poste a raffronto (un conto è l'iscrizione o comunque la partecipazione sistematica e continuativa alla vita di un partito politico, altro è l'accesso alle cariche elettive), sia perché quel diritto non è senza limitazioni.

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 17 July @ 17:25:52 CEST (505 letture)
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 enti locali: TAR Salerno, II Sezione, sentenza 502/2009

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che i dipendenti degli enti locali conferitari delle funzioni dirigenziali (anche se addetti alla polizia municipale) non vantano un diritto soggettivo a conservare l'incarico conferitogli temporaneamente dal Sindaco.

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 10 June @ 13:20:39 CEST (536 letture)
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 penale: Cassazione penale, VI, sentenza 17229/2009

Raccolta di giurisprudenza
Misure di prevenzione: la Corte di Cassazione chiarisce i limiti entro i quali è confiscabile la cd. "impresa mafiosa."

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 10 June @ 12:37:25 CEST (485 letture)
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 giurisprudenza: Cassazione civile, I Sezione, sentenza n. 3913/2009

Raccolta di giurisprudenza
Non è nullo il contratto di appalto che, sottoscritto in mancanza del titolo abilitativo occorrente per dare corso alle opere, venga eseguito dopo il rilascio di esso da parte dell’amministrazione competente.

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 29 May @ 01:17:32 CEST (492 letture)
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 ambiente: Cassazione penale, III Sezione, sent. 37280/2008

Raccolta di giurisprudenza
Abbandono di rifiuti: il giudice penale non può subordinare il dissequestro alla bonifica dell'area.
L'unico strumento del quale il giudice penale dispone per perseguire lo scopo del rispristino ecologico delle aree inquinate, infatti, è la possibilità di subordinare la sospensione condizionale della pena alla bonifica del sito inquinato.
La sentenza ribadisce inoltre a quali condizioni terre e rocce da scavo sono esluse dalla disciplina vigente in materia di rifiuti.

Postato da demetrio fenucciu il Sunday, 19 April @ 18:46:05 CEST (563 letture)
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 giurisprudenza: Consiglio di Stato, IV Sezione, sentenza n. 1989/2009

Raccolta di giurisprudenza
Il Consiglio di Stato riconosce il risarcimento del danno (anche esistenziale) da ritardato conferimento di un incarico direttivo ad un magistrato ordinario, in violazione del giudicato amministrativo.
Sarà interessante verificare se in futuro, accanto ai tanti amministratori locali condannati per illegittimo conferimento di incarichi, il giudice contabile chiamerà rispondere di illecito erariale i responsabili del mancato conferimento all'avente diritto degli incarichi di vertice della magistratura ordinaria.

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 lavoro: Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, sentenza n. 1/2009

Raccolta di giurisprudenza
L'INSTAURAZIONE DI UN PROCEDIMENTO PENALE NON SEGUITA DALL'ESERCIZIO DELL'AZIONE PENALE NON IMPEDISCE L'AVVIO E LA CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE.

Questi i fatti: il dott. Augusto Trinetti, commissario di P.S., viene sottoposto a procedimento disciplinare e subisce la sanzione della deplorazione per aver strappato - in un impeto di rabbia - un rapporto informativo.
I fatti danno luogo a procedimento penale che si conclude con provvedimento di archiviazione.
Il Tar annulla l'irrogazione della sanzione disciplinare ritenendo che la pendenza del procedimento penale avrebbe imposto al datore di lavoro di attenderne gli esiti prima di determinarsi in sede disciplinare.
L'Adunanza Plenaria, risolvendo un contrasto di giurisprudenza, afferma che presupposto ostativo all'attivazione o alla conclusione del procedimento disciplinare è l'esercizio dell'azione penale e l'assunzione della veste di imputato da parte del soggetto al quale è attribuito il fatto di rilevanza penale.
Prima dell'esercizio dell'azione penale con richiesta di rinvio a giudizio dell'imputato, quindi, il procedimento disciplinare può essere promosso e concluso.

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 01 April @ 13:38:44 CEST (585 letture)
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 penale: Cassazione penale, VIII Sezione, sentenza n. 24663/2008

Raccolta di giurisprudenza
NON COMMETTE ABUSO DI UFFICIO IL PROFESSORE CHE RIVELA PREVENTIVAMENTE ALL'ALLIEVO GLI ARGOMENTI SUI QUALI SARA' INTERROGATO ALL'ESAME.

Questi i fatti: D. Ceglie, professore a contratto di ordinamento giudiziario, viene tratto a giudizio per abuso d'ufficio dinanzi al tribunale di Roma per aver assicurato l'ingiusta promozione all'esame di ordinamento giudiziario ad uno studente.
Il Gup proscioglie gli imputati ritenendo che nella condotta contestata non può ravvisarsi l'evento dell'abuso d'ufficio, vale a dire l'ingiusto vantaggio patrimoniale.
La decisione viene impugnata in Cassazione assumendosi che "la promozione ingiusta ad un esame universitario" ha "valenza patrimoniale" determinando "una situazione favorevole per il complesso dei diritti soggettivi facenti capo all'interessato indipendentemente dall'effettivo incremento economico."
La Corte di Cassazione respinge il ricorso rilevando che il GUP ha fatto buon governo della legge penale non potendo ravvisarsi nella condotta contestata l'ingiusto vantaggio patrimoniale e, quindi, l'abuso d'ufficio.
Questo infatti, opina la corte, deve essere conseguenza diretta della condotta abusiva. Invece "nel caso in esame, se si predilige la nozione economica di patrimonio, deve escludersi che la posizione di chiaro favoritismo riservata dal Ceglie al Policastro per assicurare a quest'ultimo l'esito favorevole dell'esame universitario abbia comportato un effettivo e concreto incremento economico del patrimonio del beneficiato."
In conclusione "pilotare un esame universitario per favorire un determinato soggetto non determina per costui alcun incremento patrimoniale."
Pertanto la commistione tra professore ed esaminando e cioè tra controllore e controllato non è sufficiente a qualificare i fatti contestati come reato.

Postato da demetrio fenucciu il Thursday, 26 March @ 09:02:03 CET (510 letture)
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 giurisprudenza: TAR Napoli, III Sezione, sentenza n. 1301/2009

Raccolta di giurisprudenza
Le autolinee regionali non interferiscono con quelle ministeriali.
La Marozzi srl, titolare di autolinea triregionale, censura l'autorizzazione biregionale rilasciata dalla regione Campania alla Caputo bus lamentando interferenze con l'attività da essa svolta. Il Tar Napoli, investito della questione, afferma che:
1. il concessionario di autolinea biregionale (di competenza ministeriale) non ha interesse a censurare le modalità di rilascio di un'autorizzazione all'esercizio di autolinee biregionali (di competenza regionale) qualora non rivendichi l'attribuzione dell'autolinea de qua, ma lamenti interferenze con le autolinee ad essa concesse dall'autorità statale;
2. non è ammissibile in linea di principio configurare turbative ed interferenze tra autolinee allorchè si tratti di titoli abilitativi diversi - sia per natura e regime (concessione ed autorizzazione) sia perchè rilasciati da differente autorità - perchè, trattandosi di entità disomogenee, il raffronto non trova giustificazione normativa. Diversamente opinando si finirebbe con il dedurre, a difesa di privative incompatibili con la vigente normativa, la regola per la quale l'autorizzazione di una regione dovrebbe tenere conto di tutti gli atti consentiti ed autorizzati dal ministero ovvero da altre regioni (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 06 March @ 11:52:40 CET (521 letture)
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 enti locali: Cassazione civile, III Sezione, sentenza n. 23727/2008

Raccolta di giurisprudenza
Impignorabilità delle somme vincolate dai Comuni: la Corte di Cassazione chiarisce la portata del vincolo di impignorabilità ex art. 159 TUEL.
Questi i fatti: Roberto Buonanno, creditore del Comune di Pozzuoli, intraprende procedura esecutiva mobiliare presso la tesoreria dell'ente; il tribunale, sulla scorta della dichiarazione del tesoriere (resa in assenza del comune) dichiara l'impignorabilità delle somme. La decisione viene censurata dal creditore; la questione viene portata all'attenzione della Corte di Cassazione che afferma che:
1. nel regime dell’espropriazione forzata di somme giacenti presso il tesoriere (ex art. 159 TUEL e sent. 211/2003 Corte Costituzionale) è dovere del tesoriere dichiarare sia se esistono presso di lui somme delle quali è debitore presso l’ente locale sia quale ne è la condizione in rapporto alla delibera di destinazione a lui notificata ed ai pagamenti successivi;
2. spetta al G. E., anche di ufficio, accertare, in base alla documentazione depositata ed alle osservazioni fatte dal creditore procedente, se il pignoramento sia nullo per essere caduto su somme destinate in base alla delibera notificata al tesoriere, che non abbia perso efficacia per essere stata seguita da pagamenti per debiti estranei, su mandati non emessi nel rispetto del dovuto ordine cronologico;
3. nel giudizio di opposizione agli atti esecutivi promosso contro l’ordinanza di nullità dal creditore procedente il quale sostenga essere il vincolo di destinazione divenuto inefficace, spetta all’opponente allegare gli specifici pagamenti per debiti estranei eseguiti successivamente alla delibera, mentre spetta all’ente locale dare la prova che tali pagamenti sono stati eseguiti in base a mandati emessi nel rispetto del dovuto ordine cronologico.

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 24 February @ 10:08:46 CET (1014 letture)
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 diritto processuale: Consiglio di Stato, IV Sezione, sentenza n. 1543/2008

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che il termine per proporre motivi aggiunti avverso atti autonomi seppure connessi con quelli impugnati con il ricorso principale non è soggetto a dimidiazione ex art. 23 bis l. 1034/1971 (pubblicata sul sito sitituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 04 February @ 20:09:18 CET (501 letture)
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 attività estrattiva: Regione Campania - Legge 14/2008 - Indirizzi operativi

Normativa civile, amministrativa, penale
Pubblicati gli indirizzi operativi per l'attuazione della L.R. Campania 6.11.2008 n. 14.

Postato da demetrio fenucciu il Monday, 02 February @ 20:07:36 CET (694 letture)
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 proc.to amministr.vo: TAR Salerno, II Sezione, sentenza n. 184/2009

Raccolta di giurisprudenza


Afferma che:

1. la violazione dell’art. 10 bis l. 7 agosto 1990 n. 241 non produce ex se l’illegittimità del provvedimento finale, dovendosi interpretare la disposizione sul cosiddetto preavviso di diniego alla luce del successivo art. 21 octies della medesima legge, in base al quale, laddove sia dedotto un vizio di natura formale, è imposto al giudice di valutare il contenuto sostanziale del provvedimento e, conseguentemente, di non annullare l’atto nell’ipotesi in cui la dedotta violazione formale non abbia inciso sulla legittimità sostanziale dei provvedimenti impugnati;

2. Conseguentemente, allorchè il diniego opposto, valutato anche alla stregua delle argomentazioni difensive, non offre elementi utili ad escludere l’utilità della partecipazione al procedimento, il ricorso deve essere accolto per violazione dell’indefettibile modulo partecipativo la cui sussistenza, per giurisprudenza consolidata, ha carattere assorbente delle restanti censure (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Monday, 02 February @ 19:42:58 CET (591 letture)
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 diritto processuale: TAR Salerno, II Sezione, sentenza n. 172/2009

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che chi propone ricorso al TAR quale procuratore speciale di altro soggetto è tenuto, a pena di inammissibilità, a documentare la legittimatio ad causam versando in atti la procura speciale (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Monday, 02 February @ 19:31:36 CET (471 letture)
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 penale: Cassazione penale, VI Sezione, sentenza n. 43149 2008

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che:

1. Il sequestro dei beni confiscabili ex art. 12 sexies l. 306/1992 è destinato ad assicurare l'esecuzione del provvedimento di confisca.

2. Qualora il giudice di primo grado, nel pronunciare sentenza di condanna, abbia escluso la confisca dei beni ed abbia rigettato la richiesta di sequestro degli stessi, la pronuncia cautelare può essere censurata solo dinanzi al giudice di appello chiamato a conoscere della sentenza di condanna.

3. Nelle more della pronuncia del giudice di appello i beni non confiscati non sono sequestrabili, attesa la vigenza della decisione di primo grado che ha rigettato la richiesta di confisca; conseguentemente l'appello dinanzi al tribunale del riesame proposto dal PM contro il rigetto della richiesta di sequestro è inammissibile.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 31 January @ 18:30:48 CET (478 letture)
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 enti locali: Tribunale di Vallo della Lucania, ordinanza 22.1.2009

Raccolta di giurisprudenza
Negli enti locali privi di personale con qualifica dirigenziale i dipendenti di categoria D non vantano un diritto soggettivo al conferimento delle funzioni dirigenziali.

Postato da demetrio fenucciu il Thursday, 29 January @ 10:24:17 CET (513 letture)
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 ambiente: D.L. 30.12.2008 n. 207 - articolo 38

Normativa civile, amministrativa, penale
Prorogato fino al 30.6.2009 il regime transitorio in materia paesaggistica.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 03 January @ 12:03:03 CET (542 letture)
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 lavoro: Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 17669/2008

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che il contratto del direttore generale delle aziende muncipalizzate ha durata triennale ed è prorogabile di triennio in triennio ex art. art. 4 r.d. 15 ottobre 1925 n. 2578; da tanto deriva l'inapplicabilità del regime sancito dalla legge n. 230 del 1962 atteso che, ove nella delibera di assunzione sia stata omessa l'indicazione di un termine finale, il rapporto è comunque a tempo determinato per espressa indicazione di legge.

Postato da demetrio fenucciu il Sunday, 23 November @ 21:07:36 CET (499 letture)
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 attività estrattiva: Campania: L. R. 14/2008

Normativa civile, amministrativa, penale
Campania: L.R. 14/2008: NORMA URGENTE IN MATERIA DI PROSECUZIONE DELLE ATTIVITA’ ESTRATTIVE

La regione sfodera l'ennesimo pannicello caldo per risolvere l'emergenza cave in Campania "nelle more della piena attuazione del PRAE."

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 11 November @ 17:56:40 CET (727 letture)
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 atti amministrativi: Consiglio di Stato, VI Sezione, sentenza n. 2720/2008

Raccolta di giurisprudenza
Il Consiglio di Stato chiarisce i limiti della rilevanza dell'eccesso di potere per disparità di trattamento.

Afferma che:
1. l'esistenza di una disparità di trattamento da parte dell'amministrazione può costituire motivo di ricorso soltanto in ipotesi di situazioni assolutamente identiche, gravando comunque sul ricorrente il relativo onere probatorio;

2. non è configurabile il vizio di eccesso di potere per disparità di trattamento nel caso in cui l'invocato trattamento favorevole sia stato concesso per un errato comportamento dell'amministrazione; e ciò in quanto l'eventuale illegittimità di detto comportamento non può mai costituire ragione sufficiente a fondare una pretesa ad ottenere le medesime condizioni e a far sorgere il diritto ad ottenere lo stesso trattamento.
(pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Sunday, 02 November @ 11:25:33 CET (513 letture)
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 normativa: Campania: L. R. 12/2008

Normativa civile, amministrativa, penale
NUOVO ORDINAMENTO E DISCIPLINA DELLE COMUNITA' MONTANE.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 01 November @ 11:31:55 CET (517 letture)
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 attività estrattiva: Campania: legge finanziaria 2008

Normativa civile, amministrativa, penale
Per le modifiche alle NTA del PRAE v. art. 79

Per le disposizioni in materia di parchi regionali v. art. 17.

Per l'istituzione di un nuovo contributo ambientale v. art. 19 (pubblicata sul sito della Regione Campania)

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 28 October @ 21:19:05 CET (1038 letture)
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 penale: Corte Costituzionale, sentenza n. 336/2008

Raccolta di giurisprudenza
La Corte Costituzionale sancisce l'illegittimità costituzionale dell'art. 268 cpp nella parte in cui non riconosce il diritto della difesa di accedere, a richiesta, alle registrazioni delle intercettazioni utilizzate per l'adozione di una misura cautelare.

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 21 October @ 11:11:27 CEST (656 letture)
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 attività estrattiva: Cassazione SS UU sentenza n. 18040 del 2/7/2008

Raccolta di giurisprudenza
Le Sezioni Unite fanno marcia indietro e restituiscono al giudice ordinario le opposizioni alle sanzioni amministrative in materia di attività estrattiva

Affermano le SS UU che l’intera materia delle opposizioni a sanzioni amministrative appartiene alla giurisdizione ordinaria, inclusa la causa di opposizione ad ordinanza ingiunzione di pagamento per violazione della normativa relativa alle cave, nonostante si tratti di materia inerente all’uso del territorio e quindi compresa in quella urbanistica per la quale l’art. 34 del d.lgs. 31 marzo 1998 prevede la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo; l’opposizione, infatti, non genera una controversia nascente da atti e provvedimenti della P.A. relativi alla gestione del territorio, e la situazione giuridica di chi deduce di essere stato sottoposto a sanzione in casi e modi non stabiliti dalla legge ha consistenza di diritto soggettivo.

Postato da demetrio fenucciu il Monday, 13 October @ 19:08:55 CEST (557 letture)
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 attività estrattiva: TAR Napoli III Sezione, ordinanza n. 2492/2008

Raccolta di giurisprudenza
La declaratoria di fallimento non travolge l'autorizzazione ad esercitare l'attività di cava (pubblicata sul sito internet della giustizia amministrativa).

vedi anche sent. n. 6241/2006

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 26 September @ 19:07:32 CEST (587 letture)
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 attività estrattiva: TAR Napoli, III Sezione, ordinanza n. 2490/2008

Raccolta di giurisprudenza
La richiesta di un rilievo dell'area di cava non giustifica l'adozione di un provvedimento di sospensione dei lavori (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 26 September @ 18:55:08 CEST (569 letture)
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 attività estrattiva: D. LGS. 117/2008

Normativa civile, amministrativa, penale
Attuazione della direttiva 2006/21/CE relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie e che modifica la direttiva 2004/35/CE
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 157 del 7 luglio 2008.

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 09 September @ 19:02:13 CEST (643 letture)
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 attività estrattiva: TAR Campania, Napoli, III Sezione, ord. 1624/2008

Raccolta di giurisprudenza
CAVE: IL REGIME TRANSITORIO EX ART. 36 LRC 54/1985 CONVIVE CON IL PRAE.

Postato da demetrio fenucciu il Monday, 09 June @ 09:00:43 CEST (742 letture)
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 ambiente: Consiglio di Stato, VI, sentenza n. 653/2008

Raccolta di giurisprudenza
Il Consiglio di Stato analizza il procedimento disciplinato dal codice Urbani per l'accertamento postumo di compatibilità paesaggistica degli interventi minori precisando, tra l'altro, che:
1. termine di 90 gg. per l'espressione del parere vincolante della soprintendenza è perentorio;
2. il parere dell'organo ministeriale va reso sulla scorta dell'istruttoria svolta dall'ente subdelegato, incluso il parere CECI eventualmente richiamato nella proposta di autorizzazione trasmessa in uno alla richiesta di parere ;
3. gli effetti dell’accertamento di conformità sono limitati alla punibilità degli abusi - che non investe le sanzioni amministrative, né quelle edilizie, ma neppure quelle paesaggistiche - e non comporta autorizzazione in sanatoria (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 17 May @ 20:15:18 CEST (578 letture)
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 resp.tà magistrati: Cass. III sezione, sentenza n. 7272/2008

Raccolta di giurisprudenza
La Corte ribadisce la (ir)responsabilità del giudice.

Afferma la completa esenzione da responsabilità - alla stregua del carattere fondamentalmente valutativo dell'attività giurisdizionale, caratterizzata da opzioni tra più interpretazioni possibili - del giudice che opti per la lettura della norma secondo uno dei significati possibili, sia pure il meno probabile e convincente, sempre che dell'opzione interpretativa accolta si sia dato conto in motivazione e che, comunque, l'applicazione della norma non risulti priva di supporti tali da rendere l'errore commesso comprensibile anche se non giustificato.

Postato da demetrio fenucciu il Thursday, 15 May @ 23:52:24 CEST (535 letture)
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 giurisprudenza: TAR Lazio, I Sezione, sentenza n. 2669/2008

Raccolta di giurisprudenza
Il Tar Lazio chiarisce che il diritto alla riammissione nell'ordine giudiziario spetta anche al magistrato che, coinvolto in un procedimento penale conclusosi con la sua assoluzione, si sia lasciato decadere dall'impiego (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 13 May @ 20:41:34 CEST (494 letture)
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 avvocati: Cassazione, III Sezione, sent. 9238/2007

Raccolta di giurisprudenza
La Corte di Cassazione ribadisce il proprio orientamento in materia di responsabilità degli avvocati per colpa professionale.

Afferma che: 1. incombe al cliente il quale assume di avere subito un danno, l'onere di provare la difettosa od inadeguata prestazione professionale, l'esistenza del danno ed il rapporto di causalità tra la difettosa od inadeguata prestazione professionale ed il danno.
2. Per quanto riguarda la difettosità o inadeguatezza della prestazione professionale, il cliente ha l'onere di fornire la prova di idonei dati obiettivi in base ai quali il giudice valuterà se, in relazione alla natura del caso concreto, l'attività svolta dal professionista possa essere giudicata sufficiente. L'affermazione di responsabilità di un legale implica l'indagine sul sicuro fondamento dell'azione che avrebbe dovuto essere proposta o diligentemente coltivata e perciò la "certezza morale" che gli effetti di una diversa attività del professionista sarebbero stati vantaggiosi per il cliente. Al criterio della certezza degli effetti della condotta, si può - pertanto - sostituire quello della probabilità di tali effetti e della idoneità della condotta a produrli.

Postato da demetrio fenucciu il Sunday, 11 May @ 18:21:26 CEST (514 letture)
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 giurisprudenza: Cassazione SS UU sent. 11037/2008

Raccolta di giurisprudenza
Commette illecito disciplinare il PM che affida al C.T. la soluzione di questioni giuridiche.

Afferma che non rispetta l'art. 359, comma 1, C.P.P., il pubblico ministero che nomini e si avvalga di consulenti tecnici in possesso di specifiche competenze in materie giuridiche, incaricandoli di accertamenti e valutazioni circa la qualificazione giuridica di fatti e la conformità al diritto di comportamenti; e l'errore professionale del magistrato, per la sua idoneità a rilevare difetto di consapevolezza dell'essenza della funzione istituzionale, può recare nocumento al prestigio dell'ordine giudiziario ai sensi dell'art. 18 r.d.1. 3 1 maggio 1946, n. 511.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 10 May @ 21:32:28 CEST (518 letture)
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 ambiente: D. Lgs. 63/2008

Normativa civile, amministrativa, penale
Confermata la sfiducia del legislatore nella capacità degli enti locali di amministrare i vincoli ambientali.
Pubblicato il d. lgs. 63/2008, che modifica il codice del paesaggio decretando la fine del vecchio regime transitorio: non è più previsto il controllo di legittimità delle autorizzazioni comunali da parte delle soprintendenze, ma un parere preventivo vincolante che comprime le facoltà di apprezzamento degli enti locali.

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 09 May @ 22:01:16 CEST (931 letture)
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 attività estrattiva: Cons. Stato, ordinanze 2327, 2440, 3081, 3089 e 3091 2008

Raccolta di giurisprudenza
Il Consiglio di Stato resuscita il PRAE Campania

Sospese due sentenze del TAR Campania che hanno annullato il piano regionale per le attività estrattive (pubblicate sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Thursday, 08 May @ 22:08:09 CEST (678 letture)
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 diritto processuale: TAR Salerno, sentenza n. 245/2008

Raccolta di giurisprudenza
1. le controversie relative al conferimento di incarichi, anche dirigenziali, ai dipendenti degli enti pubblici appartengono alla giurisdizione del G. O.;
2. qualora il G. A. declini la giurisdizione, la traslatio iudicii comporta la fissazione di un termine par la riassunzione del giudizio dinanzi al giudice chiamato a conoscere la controversia, ex art. 50 c.p.c. (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 19 March @ 11:41:54 CET (550 letture)
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 giurisprudenza: Tar Salerno, ordinanza n. 51 2008

Raccolta di giurisprudenza
Il Tar sospende l'indizione del referendum regionale per la soppressione del consorzio di bonifica integrale Sarno.

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 22 February @ 10:35:14 CET (554 letture)
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 attività estrattiva: Tar Napoli, sentenza n. 454 2008

Raccolta di giurisprudenza
ANNULLATO IL PRAE CAMPANIA


Il TAR ha sanzionato l'omessa valutazione dell'apporto partecipativo degli enti locali e la mancata acquisizione del parere dell'autorità di bacino (pubblicata sul sito istituzionale della Giustizia Amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 02 February @ 10:34:45 CET (669 letture)
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 ambiente: Corte Costituzionale, sentenza n. 367 2007

Raccolta di giurisprudenza
La Consulta a tutto campo sul codice del paesaggio. Chiarisce, tra l'altro, che l'art. 159 III comma del d. lgs 42/2004 non attribuisce all'amministrazione centrale un potere di annullamento del nulla-osta paesaggistico per motivi di merito, così da consentire alla stessa amministrazione di sovrapporre una propria valutazione a quella di chi ha rilasciato il titolo autorizzativo, ma riconosce ad essa un controllo di mera legittimità che, peraltro, può riguardare tutti i possibili vizi, tra cui anche l'eccesso di potere (pubblicata sul sito Consultaonline dedicato alla Corte Costituzionale).

Postato da demetrio fenucciu il Monday, 21 January @ 21:01:59 CET (637 letture)
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 diritto processuale: Corte Costituzionale, sentenza n. 403/2007

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che le norme processuali che impongono l'espletamento di procedure conciliative non condizionano l'accesso alla tutela cautelare che, quindi, è consentito sia prima che durante l'espletamento del tentativo obbligatorio di conciliazione (pubblicata sul sito istituzionale della Corte Costituzionale).

Postato da demetrio fenucciu il Thursday, 06 December @ 13:07:37 CET (533 letture)
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 ambiente: Tribunale di Santa Maria Capua Vetere: sent. n. 1218/2007

Raccolta di giurisprudenza
Attività estrattiva e disastro ambientale: il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere chiarisce che l'art. 434 c.p. tutela l'incolumità pubblica (e non l'ambiente) sanzionando condotte deliberatamente indirizzate a causare un disastro, le quali non possono essere integrate dalla sola coltivazione di cava in difetto di autorizzazione.

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 penale: Corte Costituzionale, ordinanza n. 153/2007

Raccolta di giurisprudenza
La Corte Costituzionale ribadisce i limiti del sindacato del tribunale della libertà sulle misure cautelari reali precisando che la verifica del fumus commissi delicti non si esaurisce in un controllo meramente cartolare e può comportare anche il rilievo del difetto dell'elemento psicologico, ove emergente ictu oculi.

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 urbanistica: TAR Salerno, II Sezione, sentenza 1108/2006

Raccolta di giurisprudenza
Ultrattività della disciplina di zona del piano particolareggiato decaduto. Afferma che l’art. 17 della legge n. 1150/1942 stabilisce che il piano particolareggiato decaduto (per decorso del termine) diventa inefficace per la parte inattuata, rimanendo fermo a tempo indeterminato l’obbligo di osservarne, nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti, gli allineamenti e le prescrizioni di zona. Ciò implicitamente significa che, nelle zone in cui il piano particolareggiato è decaduto, è consentita la costruzione di nuovi fabbricati nel rispetto della normativa urbanistico-edilizia di zona che resta automaticamente ultrattiva a tempo indeterminato per la parte che disciplina l’edificazione nelle sue linee fondamentali ed essenziali (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

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 diritto processuale: Consiglio di Stato, VI Sezione, sentenza 4362/2007

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che le controversie relative alla determinazione del prezzo di cessione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica appartiengono alla giurisdizione dell'AGO (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

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 attività estrattiva: Cassazione penale III Sezione, sentenza n. 5315/2007

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che l'esclusione dal regime dei rifiuti, ex art. 185 del d. lgs. 152/2006, dei "rifiuti risultanti dalla prospezione, dall'estrazione, dal trattamento, dall'ammasso di risorse minerali o dallo sfruttamento delle cave", concerne anche i limi e i fanghi provenienti dalla pulitura mediante lavaggio del materiale estratto.

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 ambiente: Consiglio di Stato, VI sezione, sent. n. 2299/2007

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che la comunicazione di avvio del procedimento volto all'eventuale annullamento dell'autorizzaizone paesaggistica non può essere sostituita nè dalla trasmissione dell'autorizzazione (in mancanza dell'indicazione del responsabile del procedimento, dell'oggetto dello stesso e delle modalità della partecipazione), nè dalla mera comunicazione all'interessato - da parte del comune - dell'assoggettamento a controllo ministeriale del nulla osta comunale.

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 attività estrattiva: TAR Salerno, II Sezione, sentenza n. 705/2007

Raccolta di giurisprudenza
Il TAR Salerno chiarisce i presupposti normativamente richiesti per l'annullamento di un'autorizzazione estrattiva asseritamente illegittima.
Afferma che: 1. l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio di un atto illegittimo presuppone, oltre al motivato riscontro delle ragioni della originaria illegittimità, la ponderazione comparativa dei configgenti interessi coinvolti dalla rideterminazione amministrativa (vale a dire dell’interesse pubblico sotteso alla opzione rimotiva – da apprezzarsi nella sua concretezza ed attualità – e degli interessi del privato inciso e degli eventuali controinteressati, la cui consistenza si commisura al grado di affidamento generato della pregressa decisione amministrativa e si incrementa in correlazione al decorso del tempo ed al contributo causale del privato alla originaria scelta contra legem).
2. L’annullamento di un’autorizzazione estrattiva illegittima mentre i lavori sono in corso da anni su area non assoggettata a vincolo ambientale, non può essere motivato– sotto profilo dell’apprezzamento del pubblico interesse e della sua ritenuta prevalenza rispetto a quello privato – con il richiamo alla salvaguardia dei valori paesaggistici ed ambientali naturali del territorio (“che a seguito dell’attività estrattiva andrebbero a modificarsi nella morfologia, nei ritmi morfoevolutivi, nella circolazione delle acque, nella stabilità dei versanti con alterazione del suolo, dell’aria e dell’acqua ed impatti negativi da polveri e rumori con inevitabili ripercussioni, in generale, sugli equilibri naturali”): e ciò perché trattasi, all’evidenza, di motivazione per un verso generica ed apodittica (risolvendosi nella mera elencazione delle ragioni ordinariamente ostative a qualunque intervento estrattivo, senza attenzione alle circostanze del caso concreto), per altro verso di assunto intrinsecamente contraddittorio (in quanto in sé ispirato ad una pregiudiziale ed astratta ostilità verso qualsiasi attività estrattiva, ivi compresa quella originariamente assentita), e per giunta fondato su insussistenti presupposti di fatto (allorquando l’area de qua non sia interessata da alcun vincolo ambientale e paesaggistico che possa ritenersi specificamente compromesso).
Pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 17 November @ 16:06:11 CET (595 letture)
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 ambiente: TAR Salerno, II Sezione, sentenza n. 2405/2007

Raccolta di giurisprudenza
TAR Salerno, sentenza n. 2405/2007. Afferma che nel parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano per gli interventi edilizi in zona 2 vige il regime del silenzio assenso dopo il decorso di sessanta giorni ex art. 8 all. A DPR 5/6/1995. Pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 17 November @ 14:47:10 CET (536 letture)
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 diritto processuale: Cassazione SS UU sent. n. 14594/07

Raccolta di giurisprudenza
Il walzer della giurisdizione approda all'ultimo atto? Le azioni restitutorie scaturenti dall'annullamento della dichiarazione di pubblica utilità vanno proposte dinanzi al TAR.
Afferma che:
1. il ricorso alle SS UU avverso le decisioni del Consiglio di Stato, ex art. 362 cpc, deve essere proposto contro la sentenza nella sua integralità; conseguentemente, il ricorso contro il solo dispositivo - nelle more del deposito della motivazione - è inammissibile;
2. il giudicato implicito sulla giurisdizione si forma solo con il passaggio in giudicato della sentenza del giudice amministrativo che abbia pronunciato sul merito (implicitamente affermando la propria giurisdizione);
3. l'occupazione appropriativa (caratterizzata dalla presenza di una dichiarazione di pubblica uitilità legalmente dichiarata) rientra nella giurisdizione amminstrativa;
4. l'occupazione usurpativa (caratterizzata dall'assenza di una dichiarazione di pubbica utilità legalmente dichiarata) rientra nella girisdizione del giudice ordinario; quando, tuttavia, l'annullamento della dichiarazione di pubblica utilità ripristina la situazione di diritto soggettivo in una situazione a posteriori definibile di occupazione usurpativa, la conseguente azione restitutoria va proposta dinanzi al giudice amministrativo al quale, comunque, la restituzione del bene (in presenza di una dichiarazione di p. u. illegittima) può essere richiesta anche indipendentemente dalla preventiva e tempestiva impugnazione della stessa.

Postato da demetrio fenucciu il Sunday, 12 August @ 11:57:06 CEST (621 letture)
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 giurisprudenza: Cassazione Civile, sentenza n. 14472/2007

Raccolta di giurisprudenza
Notifiche a mezzo posta: la Cassazione conferma che i termini per il deposito decorrono dalla data della consegna dell'atto al destinatario.
nello stesso senso Cons. Stato, sent. 1474/2007

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 11 August @ 12:18:35 CEST (634 letture)
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 enti locali: Consiglio di Stato, sezione V, sentenza n. 3432 2007

Raccolta di giurisprudenza
Comunità Montane: l'art. 27 del T.U.E.L. prevale sulle leggi regionali.
Afferma che le disposizioni della L. R. Marche n. 12/1995, che prevedono il "voto separato" per l'elezione dei rappresentanti dei Comuni della Comunità Montana, sono state abrogate per incompatibilità dall'art. 27 del TUEL, che impone che la designazione avvenga con il sistema del "voto limitato." (Pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 10 August @ 19:41:51 CEST (593 letture)
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 giurisprudenza: Consiglio di Stato, IV, sentenza n. 1665 dell'11.4.2007

Raccolta di giurisprudenza
Conferimento di incarichi direttivi ai magistrati: le valutazioni del CSM debbono essere congruamente motivate. Il Giudice amministrativo boccia l'operato dell'organo di autogoverno della magistratura ordinaria. (Pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Thursday, 09 August @ 21:02:20 CEST (562 letture)
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 enti locali: Cass., Civile, III, sent. 3208 del 2.3.2007

Raccolta di giurisprudenza
Il manutentore della strada pubblica risponde dei danni subiti dagli utenti ex art. 2051 c.c.
Afferma che:
1.l'art. 2051 c.c. si applica anche ai danni sofferti dagli utenti per la cattiva od omessa manutenzione dell'autostrada da parte del concessionario, salvo che questi dia la prova del caso fortuito, consistente non solo nell'interruzione del nesso di causalità determinato da eventi esterni o dal fatto estraneo alla sfera di custodia (ivi compreso il fatto del danneggiato o del terzo) bensì anche nella dimostrazione di aver espletato, con la diligenza adeguata alla norma ed alla funzione della cosa, in considerazione delle circostanze del caso concreto, tutte le attività di controllo, di vigilanza e di manutenzione su di esso gravanti, di modo che il sinistro appaia verificato per fatto non ascrivibile a sua colpa.
2. La responsabilità presunta per danni da cose in custodia è configurabile anche con riferimento ad elementi accessori e pertinenze inerti di una strada, a prescindere dalla intrinseca pericolosità per persone o cose (viceversa rilevante ex art. 2050 c.c.), in quanto pure le cose normalmente innocue sono suscettibili di assumere ed esprimere potenzialità dannosa in ragioni di particolari circostanze o in conseguenza di un processo provocato da elementi esterni.
3. Pertanto, la prova che il danneggiato deve dare per ottenere il risarcimento consiste nella dimostrazioe del verificarsi dell'evento dannoso e del suo rapporto di causalità con la cosa in custodia.

Postato da demetrio fenucciu il Thursday, 09 August @ 20:39:10 CEST (547 letture)
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 evidenza pubblica: Consiglio di Stato, sentenza n. 2355/2007

Raccolta di giurisprudenza
Il termine per il deposito del ricorso decorre dalla data del perfezionamento della notifica.
Afferma che: 1. in caso di notifica a mezzo posta, il termine per il deposito del ricorso decorre dal momento del perfezionamento della notifica e non quello della consegna dell'atto all'UNEP (così come affermato da Cass. SS UU 458/05); 2. il principio di pubblicità delle operazioni di gara, inderogabile nella fase dell'apertura dei plichi, può essere derogato allorchè la stazione appaltante debba procedere alla valutazione tecnica delle offerte (come avviene in caso di aggiudicazione secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa); 3. è ammissibile un'offerta alla quale sia allegata un'autocertificazione sul rispetto delle norme a tutela del diritto al lavoro dei disabili; 4. E' illegittima l'esclusione da una gara di un concorrente che abbia erroneamente inserito un documento richiesto dal bando in una busta diversa da quella indicata nella lex specialis (trattandosi di mera irregolarità priva di effetti concreti). Pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa.

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 31 July @ 21:19:35 CEST (632 letture)
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 evidenza pubblica: Tar Salerno: ordinanza n. 922/07

Raccolta di giurisprudenza
Appalti: il Tar Salerno sancisce la natura perentoria del termine ex art. 48 d. lgs. 163/06.

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 13 July @ 19:45:28 CEST (559 letture)
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 enti locali: Cassazione, I, sent. 24 1 2007 n. 1606

Raccolta di giurisprudenza
La Corte di Cassazione ribadisce la nullità del contratto d'opera professionale stipulato dalla P. A. senza la forma scritta.
Afferma che per il contratto d'opera professionale, quando ne sia parte una P.A. e pur ove questa agisca "iure privatorum", è richiesta, ai sensi degli artt. 16 e 17 del r.d. 18 novembre 1923, n. 2440, come per ogni altro contratto stipulato dalla P.A., la forma scritta "ad substantiam", che è strumento di garanzia del regolare svolgimento dell'attività amministrativa nell'interesse del cittadino e della collettività, costituendo remora ad arbitri e agevolando l'espletamento della funzione di controllo, e quindi espressione dei principi d'imparzialità e buon andamento della P.A. ex art. 97 Cost.; è pertanto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale delle norme citate, appartenendo alla discrezionalità del legislatore la determinazione delle modalità con le quali la predetta esigenza deve essere coordinata con altri interessi costituzionalmente protetti, quali la tutela del lavoro, anche autonomo, che non è negata ma subordinata a requisiti di forma del contratto.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 05 May @ 20:29:29 CEST (561 letture)
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 evidenza pubblica: Corte Costituzionale, sent. n. 447 del 28.12.2006

Raccolta di giurisprudenza
La disciplina statale della revisione prezzi negli appalti pubblici non può essere modificata dalla regioni e dalle province autonome.
Afferma che la disciplina statale della revisione prezzi (posta dall'art. 26 l. 109/1994, recepito dall'art. 133 del codice degli appalti) possiede i caratteri sostanziali identificativi delle norme fondamentali di riforma economico sociale in quanto risponde ad un interesse unitario governato attraverso scelte legislative implicanti valutazioni politiche e riflessi finanziari, che non tollerano discipline differenziate nel territorio. Pertanto, al legislatore statale deve riconoscersi, nella regolamentazione del settore, il potere di vincolare la potestà legislativa primaria anche delle regioni a statuto speciale e delle province autonome (dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 1 comma 3 della legge della provincia autonoma di Bolzano n. 8/2005, che introduce una disciplina della revisione prezzi difforme da quella nazionale. Pubblicata su urbanistica e appalti n. 3/2007, p. 322).

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 05 May @ 20:14:16 CEST (529 letture)
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 procedure ablatorie: Cassazione, I, sent. 8/11/2006 n. 23798

Raccolta di giurisprudenza
L'occupazione appropriativa non si configura in ipotesi di realizzazione di opere private di interesse pubblico.
Afferma che:
1. la realizzazione senza titolo di opere e manufatti di natura privata su terreno altrui, pur se conformi agli strumenti urbanistici ed autorizzati dal comune, non è regolata dall'istituto dell'occupazione appropriativa, ma dalla disciplina dell'accessione posta dall'art. 934 c.c.
2. L'accessione invertita si verifica solo in ipotesi di realizzazione di opera pubblica (costituente bene demaniale o patrimoniale indisponibile) preceduta dalla dichiarazione di pubblica utilità. Esulano, invece, dall'ambito di applicazione di tale istituto le costruzioni che, pur assolvendo a finalità di pubblico interesse, restano di appartenenza privata, ovevro quelle che, pur realizzate dalla p. a. per interessi pubblici, sono destinate a rimanere nell'ambito dei beni patrimoniali disponibili ovvero non sono precedute da dichiarazione di pubblica utilità (cd. occupazione usurpativa).
3. Ove non risulti applicabile l'istituto dell'occupazione appropriativa, la trasformazione del fondo altrui integra un illecito permanente che perdura fino alla rimozione dell'occuopazione abusiva (pubblicata su urbanistica e appalti, 3/2007 p. 324, con nota di L. Marzano)

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 05 May @ 19:47:44 CEST (540 letture)
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 attività estrattiva: Tribunale di Salerno - Sez. dist. di Eboli, sentenza n. 234/2007

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. L'attività estrattiva svolta in assenza di titolo abilitativo in area vincolata viola la normativa paesaggistica; 2. L'attività di cava è compatibile con la destinazione agricola dell'area, conseguentemente essa, se svolta in zona agricola, non integra il reato di cui all'art. 44 lett. c del D.P.R. 380/01.

Postato da mario farina il Thursday, 29 March @ 15:09:57 CEST (707 letture)
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 diritto processuale: Cassazione, SS. UU., sentenza n. 25515/2006

Raccolta di giurisprudenza
Rientra nella giurisdizione ordinaria la domanda di risarcimento del danno subito in seguito all'induzione in errore del privato, in ordine alla natura edificatoria di un fondo, attraverso il rilascio di un certificato di destinazione urbanistica non rispondente al vero.

Postato da mario farina il Friday, 23 February @ 12:43:26 CET (606 letture)
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 diritto processuale: Cassazione, SS. UU., sentenza n. 22521/2006

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. è inammissibile la proposizione del regolamento di giurisdizione ex art. 41 cpc allorquando il giudice di merito abbia emesso una sentenza, anche se limitata solo alla giurisdizione o ad altra questione processuale; 2. non è proponibile il regolamento di giurisdizione allorquando il giudice ordinario e il giudice amministrativo abbiano entrambi negato con sentenza la propria giurisdizione sulla medesima controversia. In tal caso non si verifica un conflitto virtuale di giurisdizione ma, un conflitto reale negativo di giurisdizione che, ai sensi dell'art. 362, co. 2, n. 1, cpc, può essere denunziato alle SS. UU. della Suprema Corte - con atto soggetto agli stessi requisiti formali del ricorso per Cassazione - in ogni tempo e quindi indistintamente dalla circostanza che una delle due pronunzie in contrasto, sia o meno passata in giudicato; 3. in base ai principi affermati dalla Corte Costituzionale (n. 204/2004 e 101/2006) la giurisdizione del giudice amministrativo secondo le forme tipiche prescritte dall'ordinamento. Da tale principio discende che l'amministrazione deve essere convenuta davanti al giudice ordinario nelle ipotesi in cui l'azione risarcitoria costituisca lesione dei diritti incomprimibili, come la salute o l'integrità personale o quante volte l'azione della P.A. non trovi rispondenza in un comportamento omissivo che incide negativamente su una situazione di diritto soggettivo.

Postato da mario farina il Friday, 23 February @ 12:32:22 CET (657 letture)
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 attività estrattiva: TAR Napoli, III sez., sentenza n. 927/2007

Raccolta di giurisprudenza
Cave: ai contributi dovuti dagli esercenti si applica la prescrizione quinquennale ex art. 2948 n. 4 cod. civ.
Afferma che: 1. la sottoscrizione della convenzione che regola il versamento dei contributi ex art. 18 L.R.C. 54/1985, secondo lo schema approvato con deliberazione di G.R. n. 778/1998, comporta riconoscimento del debito per i contributi già maturati, con rinuncia alla prescrzione eventualemente verificatasi; 2. il credito del Comune per il pagamento dei contributi ex art. 18 L.R.C. 54/1985 ha durata quinquennale, ai sensi dell'art. 2948 n. 4 cod. civ., che regola in generale tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da mario farina il Friday, 23 February @ 11:42:57 CET (684 letture)
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 ambiente: Tar Napoli, sentenza n. 10126/2006

Raccolta di giurisprudenza
Ribaditi i limiti del controllo ministeriale di legittimità in materia paesaggistica.
Afferma che: 1. E' precluso alla Soprintendenza un riesame complessivo delle valutazioni tecnico discrezionali compiute dall’ente locale, tale da consentire la sovrapposizione o la sostituzione di una nuova valutazione di merito a quella compiuta in sede di rilascio dell’autorizzazione paesistica, fermo restando che il controllo di legittimità della Soprintendenza può riguardare tutti i possibili profili dell’eccesso di potere;
2. il rilascio dell’autorizzazione paesistica presuppone una valutazione complessa che prende le mosse dal vincolo e si conclude con un giudizio di compatibilità dell’intervento prospettato con il vincolo stesso. Il provvedimento autorizzatorio deve essere corredato da un’analitica motivazione da cui si possa chiaramente evincere non solo che tale valutazione è stata effettuata, ma anche come è stata effettuata, la mancanza di motivazione o una motivazione apodittica, o soltanto apparente, possono costituire i sintomi da cui l’Autorità statale inferisce che il rilascio dell’autorizzazione in realtà si risolve in un’illegittima deroga rispetto al vincolo (pubblicata sul sito istituzionale della gistizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 29 December @ 20:21:53 CET (616 letture)
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 proc.to amministr.vo: Tar Napoli, sentenza n. 10612/2006

Raccolta di giurisprudenza
Diritto di accesso agli atti in pendenza del procedimento amministrativo.
Afferma che: 1. il diritto di accesso non può essere escluso in considerazione della pendenza del procedimento amministrativo cui si riferiscono gli atti richiesti in visione. Infatti, in nessuna delle disposizioni della l. n. 241/90 la pendenza del procedimento è configurata quale causa di limitazione del diritto di accesso dovendosi, al contrario, rilevare che l’art. 22 comma 1° lettera d) della legge in esame ammette l’accessibilità ad ogni tipo di atto (“anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento”) purchè rappresentativo di una realtà materiale e “detenuto” (termine avente un’ampia valenza che va al di là della materiale formazione del documento) dall’amministrazione.
2. La possibilità di accesso nel corso del procedimento è confermata dall’art. 8 comma 2° lettera d) l. n. 241/90 che, proprio a tal fine, prescrive che la comunicazione di avvio del procedimento indichi “l’ufficio in cui si può prendere visione degli atti” (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 29 December @ 19:35:58 CET (602 letture)
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 ambiente: TAR Napoli, sentenza n. 9442/2006

Raccolta di giurisprudenza
Il Tar Napoli chiarisce la portata del procedimento autorizzatorio in materia paesaggistica.
Afferma che:
1. l'art. 159 del d. lgs. 42/2004, nel testo vigente fino all'entrata in vigore del d. lgs. 157/2006 (che ha riscritto la disciplina del procedimento autorizzatorio in via transitoria) apparteneva al Ministero e non alle Soprintendenze;
b) l'annullamento dell'autorizzazione paesaggistica ex art. 159 d. lgs 42/2004, allorchè sia determinato dalla soluzione di una quaestio facti influenzabile dal confronto dialettico tra le parti, deve essere preceduto dalla comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento della domanda ex art. 10 bis l. 241/1990 (pubblicata sul sito della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 29 December @ 18:24:22 CET (601 letture)
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 diritto processuale: Opposizione a decreto ingiuntivo e chiamata del terzo in causa

Raccolta di giurisprudenza
La Corte di Cassazione chiarisce le modalità della chiamata del terzo in causa nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo precisando che il debitore opponente (convenuto in senso sostanziale), prima di estendere il contraddittorio, deve chiedere il differimento della prima udienza nella citazione introduttiva del giudizio di opposizione la quale, quindi, va notificata soltanto al creditore opposto.
Di seguito pubblichiamo le sentenze che affermano il principio di diritto innanzi enunciato.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 02 December @ 09:50:23 CET (5981 letture)
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 ambiente: Corte di Cassazione, III Sez. penale, sentenza 28/04/06 n. 486

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che le terre e rocce da scavo, anche di gallerie, prodotte nella esecuzione di opere pubbliche e contaminate o mischiate, durante il ciclo produttivo, da sostanze inquinanti o da residui di altro tipo derivanti dalle attività di escavazione, perforazione e costruzione, non costituiscono rifiuti e sono pertanto sottratte, unitamente ai residui di altro tipo, al regime dei rifiuti, e quindi possono, senza necessità di specifica autorizzazione, essere impiegate, senza alcuna trasformazione e nel rispetto dei limiti di contaminazione previsti dal d.m. 471/1999, per il riempimento dei siti dismessi di cava all'uopo individuati nel progetto sottoposto a VIA.

Postato da mario farina il Wednesday, 08 November @ 20:29:51 CET (527 letture)
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 proc.to amministr.vo: Rgione Campania: disciplinato l'accesso agli atti

Normativa civile, amministrativa, penale
La Regione Campania disciplina l'accesso agli atti con il regolamento n. 2 del 31/7/2006, pubblicato sul BURC n. 41 del 5.9.2006.

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 03 November @ 13:13:20 CET (515 letture)
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 diritto processuale: Corte Costituzionale, ordinanza n. 122/2005

Raccolta di giurisprudenza
Le sentenze dell'AGO non passate in giudicato non consentono il ricorso all'ottemperanza.
Afferma che: 1. il giudizio di ottemperanza puo’ esercitarsi solo nei confronti delle sentenze dell’a.g.o. passate in giudicato;
2. legittimamente il legislatore, con scelta ampiamente discrezionale, consente di esperire il giudizio di ottemperanza contro le sentenze del giudice amministrativo di primo grado, purchè non sospese dal Consiglio di Stato (pubblicata sul sito istituzionale della Corte Costituzionale).

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 20 October @ 18:59:02 CEST (503 letture)
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 attività estrattiva: TAR Umbria: sentenza n. 390/2003

Raccolta di giurisprudenza
Il Tar Umbria chairisce la portata ed i limiti dell'istituto dell'avocazione della cava al patrimonio indisponibile della Regione disciplinato dall'art. 45 R.D. 1443/1927.
Afferma che:
1. La normativa vigente lascia le cave “in disponibilità” del proprietario del fondo e soltanto qualora questi “non intraprenda la coltivazione della cava o torbiera o non dia ad essa sufficiente sviluppo” ne consente l’acquisizione al patrimonio indisponibile della regione;
2. Al fine di evidenziare l’inerzia del proprietario, di fronte all’interesse pubblico ad una adeguata coltivazione della cava l’art. 45 RD 1443/1927 prevede la prefissione da parte dell’Amminitrazione di un termine per l’inizio, la ripresa o l’intensificazione dei lavori di coltivazione da parte del proprietario, decorso infruttuosamente il quale può essere disposta la concessione (a favore di soggetti in grado di coltivare la cava in modo adeguato);
3. Affinché un immobile sia assoggettato al regime giuridico delle cave (inclusa la potestà della regione di attivare, con la diffida, il procedimento di concessione) non basta che quel terreno sia astrattamente suscettibile di essere utilizzato per l’estrazione dei materiali indicati dalla normativa, ma occorre che esso sia impiagabile a cava nel rispetto della normativa, anche pianificatoria, vigente;
4. L’art. 45 RD 1443/1927, allorché sancisce che «le cave e le torbiere sono lasciate in disponibilità del proprietario del suolo» va interpretato nel senso che il proprietario può esercitare l’escavazione sia direttamente, sia attraverso terzi soggetti ai quali abbia trasferito il diritto, sia sotto forma di atto traslativo o costitutivo di un diritto reale, sia di vendita del prodotto dell’estrazione, sia mediante un contratto di affitto o altro negozio lecito;
5. Qualora la normativa vigente precluda al proprietario del fondo il conseguimento dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività estrattiva, non può neppure ipotizzarsi un’inerzia di questi tale da dare ingresso alla procedura di cui all’art. 45, comma 2, del R.D. 1443/1927;
6. In ogni caso, la diffida ex art. 45, comma 2, RD 1443/1927 non è idonea ad assoggettare l’area da coltivare a regime concessorio, ma si limita ad evidenziare la connotazione della cava e l’interesse pubblico al suo sfruttamento; il regime concessorio, infatti, ha inizio solo dopo che sia scaduto il termine concesso al proprietario per intraprendere la coltivazione, direttamente, o per il tramite di terzi ai quali ceda il suo diritto;
7. Lo spirare del termine fissato al proprietario per dare corso allo sfruttamento della cava non produce ope legis l’instaurazione del regime concessorio, ma pone il proprietario in uno stato di soggezione nei confronti dell’emanando atto di concessione il quale, tuttavia, non può essere validamente emanato qualora questi intraprenda la coltivazione dopo la scadenza del termine, ma prima che sia stata data la concessione ad un terzo. In tal caso, infatti, la cessazione dell’inerzia fa venir meno il presupposto dell’atto concessorio, non più necessario per la realizzazione dell’interesse pubblico allo sfruttamento della cava;
8. L’art. 45, comma 2, R.D. 1443/1927 può ritenersi costituzionalmente legittimo soltanto se la legittimità dell’atto di concessione (e di sostanziale espropriazione senza indennizzo) viene subordinata all’inequivoco accertamento dell’impossibilità di realizzare la destinazione di interesse pubblico senza procedere all’avocazione. A tal fine, è necessario che la mancata attivazione del proprietario diffidato presenti caratteristiche tali di univocità, da poter essere interpretata come una positiva manifestazione di disinteresse e di abdicazione.
9. Sotto il profilo oggettivo, l’inerzia rilevante ai sensi dell’art. 45, comma 2 R D 1443/1927comprende le ipotesi nelle quali il proprietario, per limitazioni esterne, non è in grado di coltivare il giacimento; tuttavia, l’ambito di estensione dell’impossibilità oggettiva di coltivare la cava non può essere dilatato fino a comprendere l’impossibilità di conseguire l’obbiettivo (non del semplice sfruttamento, bensì) dell’ottimale sfruttamento del sito.

Postato da demetrio fenucciu il Thursday, 05 October @ 17:53:57 CEST (506 letture)
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 avvocati: Avvocati: astensione dalle udienze

Normativa civile, amministrativa, penale
Pubblichiamo:
-La mozione politica approvata dal Congresso Nazionale Forense il 23 settembre 2006, che contiene il deliberato sulle forme di protesta nei confronti della normativa introdotta dal decreto Bersani;
- Le delibere di proclamazione dell'astensione dalle udienze civili, penali ed amministrative per il 12 ottobre 2006 e da quelle penali dall'11 al 13 ottobre 2006;
- La regolamentazione provvisoria dello sciopero degli avvocati.

Postato da demetrio fenucciu il Sunday, 01 October @ 19:55:58 CEST (483 letture)
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 evidenza pubblica: D. lgs. 163/2006 - codice degli appalti

Normativa civile, amministrativa, penalePubblicato il codice degli appalti - d. lgs. 163/2006

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 09 August @ 11:31:11 CEST (775 letture)
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 ambiente: TAR Salerno, II Sezione, sentenza n. 1061/2006

Raccolta di giurisprudenza
Sull'illegittimo sversamento di rifiuti da parte di terzi e sull'obbligo del proprietario di ripristino dello stato dei luoghi.
Afferma che: 1) E' illegittimo il provvedimento con il quale il Comune ordina al proprietario dell'area di cava, oggetto di illegittimo sversamento di rifiuti da parte di terzi, di procedere alla rimozione, al recupero o allo smaltimento degli stessi, allorquando la condotta illecita non possa essere imputata psicologicamente a titolo di dolo o di colpa al proprietario medesimo; 2) L'ordine di ripristino dello stato dei luoghi non può fondarsi sulla mera titolarità dominicale dell'area in questione, interessata dall'incontrollato abbandono di rifiuti da parte di terzi (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da mario farina il Monday, 24 July @ 18:49:09 CEST (456 letture)
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 ambiente: Corte di Cassazione III Sezione penale, sentenza n. 48118 2004

Raccolta di giurisprudenza
La Corte di Cassazione precisa la nozione di bosco rilevante ai fini dell'esistenza del vincolo paesaggsitico, con particolare riferimento alla macchia mediterranea cd. bassa o gariga.

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 14 July @ 20:25:35 CEST (578 letture)
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 ambiente: Autorizzazioni paesaggistiche

Normativa civile, amministrativa, penale
Autorizzazioni paesaggistiche: il Ministero per i beni e le attività culturali conferma l'operatività delle subdeleghe regionali in pendenza del regime transitorio ex art. 159 d. lgs. 42/2004, novellato dal d. lgs. 157/2006.

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 23 June @ 18:49:28 CEST (625 letture)
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 attività estrattiva: PRAE Campania

Normativa civile, amministrativa, penale
La montagna ha partorito il topolino: approvato il PRAE Campania.
Di seguito pubblichiamo gli atti adottati dal commissario ad acta nominato dal TAR Campania.

Postato da demetrio fenucciu il Thursday, 22 June @ 21:20:46 CEST (2475 letture)
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 diritto processuale: Cass. SS UU sentenza 13.6.2006 n. 13659

Raccolta di giurisprudenza
Le Sezioni Unite "demoliscono" la pregiudiziale amministrativa.
Afferma che: 1) la giurisdizione del giudice amministrativo sussiste in presenza di un concreto esercizio del potere, riconoscibile per tale in base al procedimento svolto ed alle forme adottate, in consonanza con le norme che lo regolano;
2) spetta al giudice amministrativo disporre le diverse forme di tutela che l'ordinamento appresta per le situazioni soggettive sacrificate dall'esercizio illegittimo del potere e tra queste forme di tutela rientra il risarcimento del danno;
3) il giudice amministrativo rifiuta di esercitare la giurisdizione e la sua decisione, a norma dell'art. 362, primo comma c.p.c, si presta a cassazione da parte delle sezioni unite quale giudice del riparto della giurisdizione, se l'esame del merito della domanda autonoma di risarcimento del danno è rifiutato per la ragione che nel termine per ciò stabilito non sono stati chiesti l'annullamento dell'atto e la conseguente rimozione dei suoi effetti (pubblicata sul sito istituzionale della Corte di Cassazione).

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 16 June @ 19:51:26 CEST (568 letture)
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 enti locali: Tribunale di Vallo della Lucania, ordinanza 4 aprile 2006

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. nei comuni privi di qualifica dirigenziale i dipendenti non vantano un diritto soggettivo al rinnovo dell'incarico di titolare di posizione organizzativa in quanto l'articolo 109 II comma del d. lgs. 267/2000 riconosce al sindaco una facoltà ampiamente discrezionale nell'attribuzione delle relative funzioni;
2. il suindicato principio trova applicazione anche con riguardo al conferimento delle funzioni di responsabile del servizio di polizia locale, qualora non costituito in Corpo;
3. i Comuni che impiegano almeno 7 addetti nell'espletamento del servizio di polizia locale hanno la facoltà e non l'obbligo di istituire il Corpo di polizia municipale;
4. il settore di polizia locale può essere legittimamente accorpato ad altro settore nell'esercizio delle potestà autorganizzatorie degli enti locali.

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 31 May @ 20:55:48 CEST (758 letture)
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 diritto processuale: Cassazione, SS. UU., sentenza n. 20.4.2005 n. 8203

Raccolta di giurisprudenza
Le Sezioni Unite definiscono i limiti entro i quali sono ammissibili nuove produzioni documentali in appello.
Afferma che: 1. l'art. 345, III comma, c.p.c. che fissa il principio generale dell’inammissibilità di nuovi mezzi di prova - la cui ammissione, cioè, non sia stata richiesta in precedenza – si applica anche alle nuove produzioni documentali in quanto pure esse suscettibili di determinare un prolungamento delle attività processuali incidente sulla ragionevole durata del processo. 2. L’art. 345 III comma c.p.c. precisa i limiti della regola dell’inammissibilità sancendo i requisiti che tali documenti, al pari degli altri mezzi di prova, devono alternativamente presentare per poter trovare ingresso in sede di gravame (sempre che la parte li indichi, a pena di decadenza, nell'atto di appello, a meno che la loro formazione non sia successiva e la loro produzione non sia stata resa necessaria in ragione dello sviluppo assunto dal processo): requisiti consistenti nella dimostrazione che le parti non abbiano potuto proporli prima per causa ad esse non imputabile, ovvero nel convincimento del giudice della indispensabilità degli stessi per la decisione.
3. La decisione del giudice di appello sulle nuove produzioni documentali deve essere adeguatamente motivata e può essere censurata mediante ricorso per cassazione.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 27 May @ 19:31:58 CEST (633 letture)
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 ambiente: Tribunale del riesame di Salerno, ordinanza 14.4.2006

Raccolta di giurisprudenza
Il mancato espletamento della VIA non è sanzionato penalmente.
Afferma che il mancato espletamento della V.I.A. non è sanzionato penalmente nè dall'art. 181 I comma d. lgs. 42/2004 nè dall'art. 734 c.p. che concernono, rispettivamente, la mancata acquisizione dell'autorizzazione paesaggistica e il deturpamento di bellezze naturali protette.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 27 May @ 11:19:02 CEST (496 letture)
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 ambiente: D.M. 2 maggio 2006

Normativa civile, amministrativa, penale
Semplificazione delle procedure amministrative relative alle rocce e terre da scavo provenienti da cantieri di piccole dimensioni la cui produzione non superi i 6.000 mc di materiale, ai sensi dell'art. 266, comma 7, d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (pubblicato sul sito istituzionale del Ministero dell'Ambiente).

Postato da Mario Farina il Monday, 22 May @ 16:22:23 CEST (485 letture)
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 attività estrattiva: Direttiva 2006/21/CE

Normativa civile, amministrativa, penale
Direttiva 2006/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15.3.2006 relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive e che modifica la direttiva 2004/35/CE (pubblicata sul sito eurlex).

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 03 May @ 20:06:37 CEST (457 letture)
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 ambiente: Decreto legislativo 157/2006

Normativa civile, amministrativa, penale
Pubblicate le disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 in relazione al paesaggio.

Postato da mario farina il Saturday, 29 April @ 18:18:05 CEST (572 letture)
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 attività estrattiva: Prorogato il termine per l'adozione del PRAE Campania

Raccolta di giurisprudenza
Il TAR Campania con ordinanza n. 227 del 15.3.2006 ha prorogato all'8.6.2006 il temine originariamente concesso al commissario ad acta per l'adozione del PRAE Campania.

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 28 April @ 10:10:57 CEST (415 letture)
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 enti locali: TAR Salerno, I sezione, sentenza n. 563 2006

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. Non è ammissibile un’azione di singoli consiglieri comunali in relazione ad un contrasto funzionale tra il Consiglio e la Giunta; in particolare, è privo di legittimazione a ricorrere il consigliere comunale insorto avverso una deliberazione di Giunta comunale su argomento ritenuto di competenza del Consiglio comunale, in quanto il contrasto non riguarderebbe in modo diretto il consigliere ma il consesso del quale faceva parte.
2. Il consigliere comunale è legittimato ad impugnare gli atti dell’ente solo quando le censure proposte sono volte direttamente a contestare eventuali lesioni della propria sfera giuridica o della propria posizione all’interno dell’organo o dell’Ente medesimo, ovvero a contestarne la modifica della composizione ed il relativo funzionamento a nulla rilevando il generico interesse alla legalità asseritamente violata. Tale legittimazione sussiste ogni qualvolta la violazione della prescrizione normativa integra un vizio insanabile del corretto funzionamento dell’organo consiliare e incide sulla posizione di consigliere, influendo sostanzialmente sull’espletamento delle funzioni consiliari al momento della seduta e sul peso del voto dell’amministratore nell’esercizio delle sue prerogative. In tal caso l’interesse all’annullamento del provvedimento mira a conseguire, in sede di rinnovo della proposta, la legittimità dello svolgimento della seduta e la correttezza della nuova procedura nonché la pienezza del voto, la rilevanza del parere espresso e del voto.
3. E’ infondato il ricorso avverso l’impugnazione della delibera giuntale e della relativa delibera consiliare di ratifica, proposta per presunta violazione dell’art. 178, comma 5, T.U.E.L., in quanto non si ravvisano ragioni, per ritenere che l’assestamento - che è una variazione di bilancio generale e conclusiva e quindi, secondo la previsione dell’art. 175, comma 8, del d.lgs. 267/2000, comprende il fondo di riserva e deve sottostare al vincolo del pareggio - non sia ricompreso nella previsione dell’art. 175, comma 4, che sancisce l’adottabilità in via d’urgenza da parte della Giunta delle “variazioni di bilancio” (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa; nello stesso senso v. TAR Perugia, sentenza n. 847/2002; contra, in ordine alla legittimazione dei consilieri comunali a far valere qualunque illegittimità delle deliberazioni consiliari, anche in materia di bilancio v. Tar Puglia, Lecce, sentenza n. 2573/2006.)

Postato da demetrio fenucciu il Thursday, 27 April @ 17:27:36 CEST (421 letture)
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 evidenza pubblica: TAR Veneto, I Sezione, sentenza n. 727/2006

Raccolta di giurisprudenza
Non viola il principio di segretezza delle offerte l'attività di disbrigo pratiche svolta dal medesimo soggetto nell'interesse di più imprese concorrenti.
Afferma che non è ipotizzabile un collegamento sostanziale tra più imprese partecipanti alla medesima gara che si siano avvalse della stessa agenzia di disbrigo pratiche per la redazione dell'offerta e per la compilazione della relativa modulistica, qualora: 1. la ditta di riferimento svolga tale attività professionalmente e dietro corresponsione di un compenso; 2. la ditta di riferimento abbia adottato tutti gli accorgimenti atti ad impedire la violazione del principio di segretezza delle offerte. Diversamente opinando, si verificherebbe una inammissibile restrizione della libertà di iniziativa economica privata tutelata dall'art. 41 della Costituzione (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da mario farina il Wednesday, 26 April @ 16:19:22 CEST (389 letture)
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 avvocati: Decreto 3.2.2006 n. 141

Normativa civile, amministrativa, penale
Regolamento in materia di obblighi di identificazione, conservazione delle informazioni a fini antiriciclaggio e segnalazione delle operazioni sospette a carico degli avvocati, notai, dottori commercialisti, revisori contabili, societa' di revisione, consulenti del lavoro, ragionieri e periti commerciali, previsto dagli articoli 3, comma 2, e 8, comma 4, del decreto legislativo 20 febbraio 2004, n. 56, recante attuazione della direttiva 2001/97/CE in materia di prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivita' illecite.
(in Gazzetta Ufficiale n. 82 del 07/04/2006 - supplemento ordinario - file pubblicato sul sito del Ce.R.Def.)

Postato da demetrio fenucciu il Tuesday, 25 April @ 11:19:13 CEST (419 letture)
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 atti amministrativi: Cassazione civ., sez. I, sentenza 4 maggio 2004, n. 8427

Raccolta di giurisprudenza
Sulla illegittimità/inesistenza dell'atto amministrativo privo di sottoscrizione.
Afferma che: 1. E' illegittimo il provvedimento privo di sottoscrizione e che, specificamente impugnato sul punto, rechi soltanto la dicitura dell'autorità preposta alla sua adozione. 2. Nè tale difetto è suscettibile di sanatoria in corso di causa attraverso la produzione di una copia conforme all'originale.

Postato da mario farina il Monday, 10 April @ 17:15:18 CEST (429 letture)
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 ambiente: Codice dell'Ambiente

Normativa civile, amministrativa, penale
03.04.2006: promulgato il codice dell'ambiente. Di seguito il testo integrale.
(Decreto legislativo n. 152 del 3.4.2006 in G.U. 14.4.2006).

Postato da demetrio fenucciu il Sunday, 09 April @ 09:06:57 CEST (523 letture)
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 avvocati: Codice deontologico forense

Normativa civile, amministrativa, penale
27.6.2008: modificato il codice deontologico forense.

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 29 March @ 12:24:32 CEST (508 letture)
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 ambiente: La nuova disciplina del danno ambientale.

Normativa civile, amministrativa, penale
La legge 266/2005 introduce una nuova disciplina del danno ambientale, che si affianca alla l. 349/1986 ed alla direttiva CE 35/2004.

Postato da demetrio fenucciu il Friday, 24 March @ 18:22:46 CET (425 letture)
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 avvocati: Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, sentenza n. 596/2006

Raccolta di giurisprudenza
Ammissibile il rapporto di parasubordinazione tra il Comune ed un avvocato del libero foro.
Afferma che: 1. La professione di avvocato è riconducibile nello schema della parasubordinazione allorchè ricorrano congiuntamente i requisiti della continuità, della coordinazione e della personalità; 2. In tal caso le controversie sono assoggettate al rito lavoro ex art. 409 c.p.c. e le convenzioni che prevedono la corresponsione di compensi inferiori ai minimi tariffari sono parzialmente nulle per contrarietà a norme imperative e soggiacciono all'automatica inserzione della corrispondente regolamentazione legale; 3. Il professionista ha diritto alla corresponsione degli interessi legali sui crediti rivalutati, ai sensi dell'art. 429 III comma c.p.c.; 4. L'eccezione di prescrizione presuntiva è incompatibile con la contestazione dell'avversa pretesa.

Postato da mario farina il Thursday, 16 March @ 19:45:00 CET (557 letture)
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 ambiente: D. lgs. 29/12/2003 n. 387

Normativa civile, amministrativa, penale
Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

Postato da mario farina il Tuesday, 14 March @ 18:54:50 CET (386 letture)
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 avvocati: Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 3733/2002

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che per essere iscritto negli elenchi speciali annessi agli albi degli avvocati i dipendenti degli enti pubblici devono essere addetti ad un ufficio legale dotato di una sua autonomia e che, per tale sua appartenenza ed alla stregua dell'ordinamento dell'ente stesso, questi siano - in linea di principio - abilitati a svolgere, nell'interesse dell'ufficio ed in via esclusiva, attività esclusiva, attività professionale, tanto giudiziale quanto stragiudiziale.

Postato da mario farina il Tuesday, 14 March @ 18:45:25 CET (392 letture)
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 ambiente: Convenzione europea del paesaggio

Normativa civile, amministrativa, penale
Ratificata la convenzione europea del paesaggio, con legge n. 16 del 20.1.2006 in G. U. n. 16 del 20.1.2006 (il testo della convenzione è pubblicato sul sito darc.beniculturali.it).

Postato da demetrio fenucciu il Sunday, 12 March @ 11:08:02 CET (378 letture)
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 enti locali: TAR Salerno, II Sezione, sentenza n. 143 del 16.2.2006

Raccolta di giurisprudenza
Legittima la soppressione del corpo di polizia municipale qualora il servizio sia espletato da meno di sette addetti.
Afferma che l'art. 7 della legge n. 65 del 1986 dispone che i comuni possono istituire il "Corpo di polizia municipale", disciplinando la stato giuridico del personale con apposito regolamento, allorché il servizio di polizia municipale sia espletato da almeno sette addetti. Poichè tale norma non fa riferimento alla dotazione organica, ma alla circostanza che il servizio di Polizia Municipale sia espletato da almeno sette addetti, può essere legittimamente soppresso il corpo di P. M. costituito in difetto dell'antescritto requisito (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa). v. in senso analogo TAR Brescia sentenza n. 1121/2005.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 11 March @ 16:54:22 CET (422 letture)
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 avvocati: Decreto legislativo 02.02.2006 n. 30

Normativa civile, amministrativa, penale
Ricognizione dei principi fondamentali in materia di professioni, ai sensi dell'articolo 1 della legge 5 giugno 2003, n. 131 (pubblicato sul sito istituzionale del Parlamento).

Postato da demetrio fenucciu il Thursday, 09 March @ 13:48:52 CET (388 letture)
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 diritto processuale: Corte Costituzionale, sentenza n. 50 del 06.02.2006

Raccolta di giurisprudenza
La Corte Costituzionale sopprime il giudizio di ammissibilità dell'azione per la dichiarazione giudiziale di paternità naturale ex art. 274 c.c.
Afferma che: 1. non è ammissibile il giudicato sulla legittimità costituzionale di una legge; 2. il giudizio di ammissibilità dell'azione per la dichiarazione giudiziale di partenità naturale costituisce un ostacolo all'esercizio del diritto di azione ex art. 24 Cost., in relazione ad azioni volte alla tutela di diritti fondamentali, attinenti allo status ed all'identità biologica e grava il giudizio di merito di un'autonoma fase (in violazione del precetto della ragionevole durata del processo ex art. 111 II comma Cost.), articolata in più gradi e priva di qualsiasi giustificazione (pubblicata sul sito istituzionale della Corte Costituzionale).

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 04 March @ 23:32:27 CET (417 letture)
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 enti locali: Consiglio di Stato, Sezione V, sentenza n. 155/2005

Raccolta di giurisprudenza
E' nulla la notifica del ricorso al dirigente comunale.
Afferma che: 1. Indipendentemente dal conferimento del potere di promuovere o resistere alle liti al dirigente (con norma statutaria), il ricorso al TAR va notificato, a pena di nullità, al Sindaco al quale è riservata la rappresentanza in giudizio del Comune; 2. Qualora lo statuto comunale preveda l'assunzione di una determinazione dirigenziale in ordine all'opportunità di promuovere una lite o di resistere in giudizio, questa tiene luogo della delibera autorizzatoria di G. M. ed assume il carattere di un atto gestionale contenente una valutazione di natura tecnica, la quale viene accolta discrezionalmente dal Sindaco quale esclusivo rappresentante dell'ente locale dinanzi agli organi giudiziari (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa e su "il foro italiano" 11/2005, 614 con nota di A. Travi).

Postato da mario farina il Friday, 03 March @ 16:50:54 CET (413 letture)
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 diritto processuale: D. lgs. 2.2.2006 n. 40

Normativa civile, amministrativa, penale
Modifiche al codice di procedura civile in materia di processo di cassazione in funzione nomofilattica e di arbitrato, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 maggio 2005, n. 80
(pubblicata sul sito istituzionale del Parlamento).

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 01 March @ 19:42:34 CET (414 letture)
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 penale: Legge 26.2.2006 n. 46

Normativa civile, amministrativa, penale
Modifiche al codice di procedura penale in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento
(pubblicata sul sito istituzionale del Parlamento).

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 01 March @ 19:31:10 CET (406 letture)
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 ambiente: Tribunale di Salerno - Sez. dist. di Eboli, sentenza n. 8/2006

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che l'illegittimità derivata dell'atto istitutivo di un'area protetta (derivante dall'incostituzionalità della legge regionale che disciplina l'istituzione delle aree protette) comporta l'inesistenza del vincolo paesaggistico e la non configurabilità del reato contemplato dall'art. 163 del d. lgs. 490/1999.

Postato da mario farina il Friday, 24 February @ 18:44:02 CET (473 letture)
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 proc.to amministr.vo: TAR Piemonte, I Sezione, sentenza n. 3296/2005

Raccolta di giurisprudenza
Inammissibilità della sanatoria dell'omissione dell'avvio del preavviso di rigetto.
Afferma che la sanatoria contemplata dall'art. 21 octies della l. 241/1990 [per la quale non è annullabile il provvedimento adottato in difetto della comunicazione di avvio del procedimento qualora il provvedimento abbia natura vincolata o la P. A. dimostri che esso non avrebbe potuto avere esito diverso] non si applica alla distinta fattispecie della mancata comunicazione del preavviso di rigetto ex art. 10 bis l. 241/1990 (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da mario farina il Tuesday, 21 February @ 17:08:26 CET (445 letture)
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 urbanistica: TAR Toscana, I Sezione, sentenza n. 5555/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma l'illegittimità del silenzio sull'istanza tesa all'appprovazione di una proposta di piano attuativo di iniziativa privata in difetto dell'unico adempimento satisfattivo dellla pretesa azionata, consistente nell'adozione di un provvedimento espresso sulla domanda presentata dall'interessato (al quale non è equiparabile l'inoltro della pratica all'organo tecnico competente ad esprimere un parere; pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da mario farina il Tuesday, 21 February @ 15:49:26 CET (366 letture)
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 diritto processuale: Cassazione Sezioni Unite, sentenza n. 1207 del 26.1.2006

Raccolta di giurisprudenza
All'AGO l'azione di risarcimento del danno da atto amministrativo illegittimo proposta dopo il favorevole esercizio dell'azione di annullamento dinanzi al G.A.
Afferma che:
1. la giurisdizione esclusiva del G. A. in materia di edilizia ed urbanistica ex art. 34 del d. lgs. 80/1998 va intesa non già come istituzione di una nuova figura di giurisdizione esclusiva e piena con riferimento all'intero ambito delle controversie relative ad atti, provvedimenti e comportamenti della P. A., ma come mera estensione dell'ambito della giurisdizione già spettante avente ad oggetto i diritti patrimoniali consequenziali con l'attribuzione di un ulteriore strumento di tutela nei rapporti con la P. A.;
2. la connessione legale tra tutela demolitoria e risarcitoria è subordinata all'iniziativa del ricorrente il quale è libero di esercitare in un unico contesto entrambe le azioni passando attraverso il giudizio di ottemperanza per ottenere il risarcimento del danno, ovvero di riservarsi l'esercizio dell'azione risarcitoria dopo aver ottenuto l'annullamento dell'atto o del provvedimento illegittimo, proponendo la sua domanda al giudice ordinario, cui compete in via generale la cognizione sulle posizioni di diritto soggettivo;
3. esula dalla giurisdizione dell'AGO l'azione risarcitoria avente ad oggetto il pregiudizio derivante da un atto amministrativo divenuto definitivo per mancata impugnazione (dichiara la giuridizione dell'AGO sulla domanda risarcitoria proposta dopo il conseguimento dell'annullamento dell'atto amministrativo illegittimo da parte del G. A.; pubblicata sul sito istituzionale della Corte di Cassazione).

Postato da mario farina il Monday, 20 February @ 20:32:55 CET (392 letture)
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 enti locali: TAR Catania, IV Sezione, sentenza n. 2300/2005

Raccolta di giurisprudenza
Procedure esecutive: opponibile al commissario ad acta il vincolo di impignorabilità ex art. 159 TUEL, solo ove siano rispettate le condizioni indicate dalla sentenza n. 211/2003 della Corte Costituzionale (adozione della deliberazione semestrale di apposizione del vincolo e mancata emissione di mandati per totali diversi da quelli vincolati ed in violazione dell'ordine cronologico di presentazione delle fatture).

Postato da mario farina il Monday, 20 February @ 18:23:26 CET (411 letture)
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 evidenza pubblica: TAR Napoli, III Sezione, sentenza n. 18210/2005

Raccolta di giurisprudenza
Equipollenza tra laurea in ingegneria informatica e fisica e laurea in scienze dell'informazione.
Afferma che qualora la P. A. abbia bandito un concorso richiedendo quale requisito di partecipazione (discrezionalmente fissato) il possesso della laurea in ingegneria informatica, informatica e fisica, è illegittima l'esclusione del concorrente in possesso della laurea in scienze dell'informazione, attesa la sua equipollenza, ex DM 1/3/2000, alla laurea in informatica (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da mario farina il Monday, 20 February @ 17:51:36 CET (400 letture)
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 evidenza pubblica: TAR Napoli, I Sezione, sentenza n. 18852/2005

Raccolta di giurisprudenza
Inammissiblità del mutamento della compagine dell'ATI nell'appalto di servizi.
Afferma che pur mancando, in materia di appalto di servizi, un divieto analogo a quello disposto dall'art. 13 V comma l. 109/94, è inammissibile qualsiasi mutamento della composizione del raggruppamento (costituito o meno) che abbia presentato un'offerta congiunta dopo la conclusione della fase della prequalificazione o, a maggior ragione, dopo la valutazione dell'offerta (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da mario farina il Monday, 20 February @ 17:05:12 CET (381 letture)
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 enti locali: TAR Bari, Sezione II, sentenza n. 2067/2005

Raccolta di giurisprudenza
I cittadini sono portatori di un interesse diffuso ad accedere agli atti degli enti locali.
Afferma che l'accesso agli atti degli enti locali disciplinato dall'art. 10 del TUEL non richiede la dimostrazione di un interesse attuale e concreto in quanto la norma identifica i cittadini degli enti locali come portatori di un interesse diffuso alla conoscenza degli atti in questione, tutelabile da ciascuno uti singulo o associato ad altri soggetti (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).
La sentenza si discosta consapevolmente dall'opposto avviso espresso dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 7773 del 29.11.2004.

Postato da mario farina il Monday, 20 February @ 15:49:18 CET (378 letture)
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 diritto processuale: Cassazione, Sezioni Unite, sentenza 8.11.2005 n. 21592

Raccolta di giurisprudenza
La Corte di Cassazione nega la sussistenza della doppia tutela sugli atti organizzatori incidenti sul rapporto di lavoro alle dipendenze della P.A.
Afferma che: 1. la natura di procedimento incidentale del regolamento di giurisdizione comporta che il litisconsorzio necessario cosiddetto processuale si configuri relativamente a tutte le parti, costituite e non, del procedimento principale, mentre resta escluso il controllo di integrità del contraddittorio nel detto processo incidentale. Invero, con la statuizione sulla giurisdizione, ai sensi dell'art. 386 c.p.c., si identifica il giudice che deve conoscere del rapporto controverso, senza alcun pregiudizio, per la problematica attinente all'ammissibilità ed alla proponibilità della domanda, nella quale è incluso il quesito dell'eventuale esigenza di integrazione del contraddittorio.
2. Ai sensi dell'art. 2 comma I del d. lgs. 165/2001 si inscrive nell'attività autoritativa della pubblca amministrazione la cd. configurazione strutturale degli uffici, e cioè l'indicazione delle linee fondamentali dell'organizzazione, l'individuazione degli uffici di maggiore rilevanza, la precisazione dei modi di conferimento della titolarità dei medesimi e la determinazione delle piante organiche. Di fronte a tali provvedimenti, che assumono il ruolo di "atti presupposti" rispetto agli atti organizzativi e di gestione del rapporto di lavoro (conferimento della qualifica dirigenziale, attribuzione degli incarichi) sono astrattamente configurabili situazioni di interesse legittimo tutelabili dinanzi al giudice amministrativo. In tal caso, secondo il principio della doppia tutela, gli atti presupposti possono essere impugnati dinanzi al giudice amministrativo e, contestualmente, possono essere disapplicati dal giudice ordinario chiamato a conoscere degli atti di gestione del rapporto di lavoro, senza che occorra sospendere il giudizio ordinario sugli atti presupponenti in attesa della definizione della controversia amministrativa sugli atti presupposti.
3. Tuttavia, non è sufficiente che si impugni un atto amministrativo e se ne chieda l'annullamento al fine di radicare la giurisdizione del giudice amministrativo. Infatti, per principio consolidato, la giurisdizione va determinata non già in base al criterio della soggettiva prospettazione della domanda, bensì alla stregua del cosiddetto petitum sostanziale, ossia considerando l'intrinseca consistenza della posizione soggettiva dedotta in giudizio. In applicazione di tale criterio, vengono attratte nella competenza del giudice ordinario le domande che, pur avendo formalmente ad oggetto l'impugnazione di atti amministrativi ai fini dell'annullamento, nella sostanza sono dirette a conseguire utilità inerenti ai rapporti di lavoro, anche solo con riguardo all'acquisizione di una chance o alla modifica di prerogative inerenti allo stauts del lavoratore ovvero al conferimento o alla revoca di incarichi dirigenziali. Conseguentemente, l'art. 63 comma I del d. lgs. 165/2001 consente soltanto l'instaurazone del giudizio ordinario, nel quale la tutela è pienamente assicurata dalla disapplcazione dell'atto e dagli ampi poteri riconosciuti al giudice del lavoro dall'art. 63 II comma del d. lgs. 165/2001.
4. Diversamente, in capo alle associazioni sindacali con le quali non intercorrono rapporti di lavoro, sono configurabili in astratto, soltanto posizioni di interesse legittimo (impregiudicata la questione della sussistenza, nel caso concreto, della legittimazione processuale e dell'interesse ad agire, la cui valutazione è rimessa al giudice munito di giurisdizione). Del pari è rimessa alla giurisdizione amministrativa la soluzione delle controversie proposte da soggetti che risentono di effetti pregiudizievoli imputabili direttamente agli atti amministrativi presupposti e non agli atti paritetici conseguenziali o applicativi. In tali casi, l'utilità materiale cui si aspiri non può essere conseguita con la mera rimozione degli effetti che l'atto produce sul rapporto giuridico, ma soltanto con l'esercizio in senso favorevole del potere amministrativo, risultato ottenibile solo all'esito del controllo del giudice amministrativo vertendosi in materia di interessi pretensivi (in relazione ai quali il giudizio ordinario non offre spazi di tutela).
Pubblicata sul sito istituzionale della Corte di Cassazione.

Postato da mario farina il Friday, 17 February @ 19:15:23 CET (419 letture)
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 enti locali: Cassazione Sezioni Unite, sentenza 10.01.2006 n. 478

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che la controversia avente ad oggetto la richiesta di rimborso delle spese legali sostenute da un pubblico amministratore (legato all'ente da un rapporto onorario non qualificabile di impiego) per la difesa in procedimenti penali subiti per fatti commessi nell'espletamento del mandato verte su diritti soggettivi e rientra nella giurisdizione del giudice ordinario.

Postato da mario farina il Friday, 17 February @ 17:28:13 CET (404 letture)
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 avvocati: Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 134 del 10.01.2006

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. l'art. 37 comma III del codice deontologico forense, nel prevedere che l'avvocato che abbia assistito congiuntamente i coniugi in controversie familiari debba astenersi dal prestare la propria assistenza in controversie familiari successive tra i medesimi in favore di uno di essi, introduce una previsione molto puntuale e rigida in un settore particolare e sensibile dell'ordinamento, ponendo un obbligo di astensione per l'avvocato indipendentemente dalla configurazione del conflitto come reale o potenziale; 2. nel contesto dell'art. 37 del codice deontologico forense l'obbligo assoluto di astensione si pone come speciale e prevalente rispetto a quello contenuto nel primo comma che, invece, impone una valutazione della concreta sussistenza del conflitto di interessi (pubblicata sul sito istituzionale della Corte di Cassazione).

Postato da mario farina il Monday, 13 February @ 17:02:58 CET (459 letture)
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 diritto processuale: Cassazione Sezioni Unite ordinanza 6.2.2003 n. 1807

Raccolta di giurisprudenza
Pienezza della giurisdizione del giudice del lavoro in materia di pubblico impiego privatizzato.
Afferma che:
1. l’art. 63 1° co. del d.lgs n. 165 del 2001 pone la regola della devoluzione al giudice ordinario (in funzione di giudice del lavoro) di tutte le controversie relative al rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici, che non viene derogata in considerazione della natura pubblicistica delle fonti contenenti la disciplina del rapporto di lavoro (nel caso di specie costituita da un decreto ministeriale che disciplina il trasferimento del personale dai ruoli dell'Amministrazione provinciale a quelli dell'Amministrazione statale).
2. Anche se esiste il rapporto di lavoro pubblico "contrattualizzato", a causa del sistema delle fonti concorrenti (la legge e il contratto, ma anche gli atti organizzativi, normativi o amministrativi), il legislatore, per realizzare il risultato che sia un solo giudice ad occuparsi dell'intera e unitaria controversia che può coinvolgere, insieme, l'atto amministrativo presupposto e l'atto applicativo di organizzazione e gestione dei rapporti di lavoro, ha accentrato il controllo presso il giudice ordinario, utilizzando lo strumento processuale della cognizione incidenter tantum, senza effetti di giudicato, dell'atto amministrativo.
3. Né l'ampiezza della discrezionalità delle valutazioni spettanti all'amministrazione, né la loro particolare rilevanza sul piano organizzativo rappresentano elementi che possano indurre a dubitare della sussistenza della giurisdizione ordinaria, rilevando il solo dato dell'inerenza della controversia al rapporto di lavoro. Infatti, la legge ha inteso modellare tutti i rapporti di lavoro dei dipendenti delle p.a. secondo "il regime di diritto privato del rapporto di lavoro", sicché ha voluto che le posizioni soggettive dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni fossero riportate, quanto alla tutela giudiziaria, nell'ampia categoria dei diritti soggettivi i quali trovano una tutela piena stanti i poteri attribuiti al G.O., la cui giurisdizione non può conoscere limiti in ragione dell'esistenza di un atto amministrativo presupposto, potendo questi conoscerlo in via incidentale, ai fini della disapplicazione.
4. Quando la domanda introduttiva del giudizio esibisce un petitum sostanziale che si identifica col rapporto di lavoro, sussiste la giurisdizione del giudice ordinario, non rilevando in contrario che la prospettazione della parte si esprima in senso impugnatorio di atti prodromici. Né è dato configurare, nell'ipotesi di petitum sostanziale esteso, ad un tempo, sia all'impugnativa di atti presupposti, sia ai conseguenti atti di gestione del singolo rapporto di lavoro, una sorta di vis attractiva della giurisdizione amministrativa a cagione di questo nesso di presupposizione, in quanto vige nell'ordinamento processuale il principio generale dell'inderogabilità della giurisdizione per ragioni di connessione, potendosi, poi, risolvere i problemi di coordinamento posti dalla concomitante operatività della giurisdizione amministrativa e di quella ordinaria su rapporti diversi, ma interdipendenti, secondo le regole della sospensione del procedimento pregiudicato.
5. Ove sia proposta una domanda il cui petitum sostanziale si compendia nel diritto alla continuazione del rapporto di lavoro in atto con un’amministrazione provinciale, che si assume leso da una contraria determinazione di quest'ultima, sussiste un indubbio momento di collegamento della controversia con la giurisdizione ordinaria. In tal caso, la circostanza che la cognizione in ordine a tale domanda comporti una valutazione della legittimità o meno di un decreto ministeriale e, prima ancora, della sussistenza o meno, in base alla natura dell'atto, del potere di disapplicazione ad opera del G. O. non rileva ai fini della giurisdizione, ma comporta esclusivamente questioni di limiti interni alla giurisdizione del giudice ordinario, le cui statuizioni devono ricadere esclusivamente sul singolo atto di gestione del rapporto, del quale non può negarsi la riferibilità alla normale capacità di diritto privato dell'Amministrazione stessa.

Postato da demetrio fenucciu il Sunday, 12 February @ 02:22:18 CET (357 letture)
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 diritto processuale: Corte Costituzionale, sentenza 8 febbraio 2006 n. 41

Raccolta di giurisprudenza
Dalla Consulta un freno al forum shopping in materia assicurativa.
Dichiara l'illegittimità costituzionale del combinato disposto degli articoli 38 e 102 del codice di procedura civile, nella parte in cui, in ipotesi di litisconsorzio necessario, consente di ritenere improduttiva di effetti l'eccezione di incompetenza territoriale derogabile proposta non da tutti i litisconsorti convenuti.

Postato da demetrio fenucciu il Saturday, 11 February @ 19:39:06 CET (380 letture)
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 avvocati: Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza 23.03.2005 n. 6213

Raccolta di giurisprudenza
Confermata la compatibilità delle tariffe forensi con il diritto comunitario.
Afferma che: 1. il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, quando opera in materia discipinare, esercita funzioni amministrative e non giurisdizionali; 2. il Consiglio Nazionale Forense, allorchè pronunzia in materia disciplinare, è giudice speciale, istituito con l'art. 21 del d. l. 23.11.1944 n. 382 e tuttora legittimamente operante ai sensi della VI disposizione Transitoria della Costituzione; 3. in materia di inderogabilità della tariffa professionale forense, la Corte di Giustizia CE, con sentenza del 19.02.2002 (causa C-35/99), vincolante ultra partes ed erga omnes, ha dichiarato, che le norme comunitarie non ostano all'adozione, da parte di uno Stato membro, di una misura legislativa o regolamentare che approvi, sulla base di un progetto stabilito da un ordine professionale, una tariffa che fissi dei minimi e dei massimi per gli onorari dei membri dell'ordine, qualora tale misura statuale sia adottata nell'ambito di un procedimento quale quello previsto dal R.D.L. 27.11.1933 n. 1578.

Postato da mario farina il Thursday, 09 February @ 18:19:23 CET (376 letture)
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 enti locali: TAR Brescia, sentenza n. 1121/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. l'art. 7 della l. 65/1986, che abilita i Comuni nei quali il servizio sia espletato da almeno sette addetti a istituire il corpo di polizia municipale, rimette a ciascun ente locale la scelta ampiamente discrezionale del modello organizzativo più rispondente alle esigenze del territorio; 2. al fine dell'applicazione dell'art. 7 della l. 65/1986 è necessario fare riferimento al personale effettivamente in servizio e non alla dotazione organica; 3. il sindaco gode di un'ampia potestà discrezionale in materia di scelta degli organi di vertice burocratico dell'ente locale (pubblicata sul sito istituzionale dellla giustizia amministrativa).

Postato da mario farina il Wednesday, 08 February @ 10:26:51 CET (395 letture)
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 enti locali: Cassazione, SS UU, sentenza n. 12195 del 10.06.2005

Raccolta di giurisprudenza
nullità degli atti con i quali gli enti locali conferiscono incarichi di progettazione non preceduti dalla previsione dell'ammontare dell'importo dovuto e dall'indicazione dei mezzi per farvi fronte.
Afferma che: nel vigore del combinato disposto degli artt. 284 e 288 RD 383/1934, la delibera con la quale i competenti organi comunali o provinciali affidano ad un professionista l'incarico per la progettazione di un'opera pubblica è valida e vincolante nei confronti dell'ente soltanto se contenga la previsione dell'ammontare del compenso dovuto al professionista e dei mezzi per farvi fronte. L'inosservanza di tali prescrizioni determina la nullità della delibera, che si estende al contratto di prestazione d'opera professionale poi stipulato con il professionista,e scludendone l'idoneità a costituire titolo per il compenso. Nel contempo, precisa che la norma scrutinata è espressione di un principio generale, che si è perpetuato nell'ordinamento degli enti locali territoriali per effetto dell'art. 55 comma 5 della l. 142/1990, che ha introdotto un'ipotesi di nullità degli atti con i quali vengono assunti impegni di spesa in mancanza dell'attestazione della copertura finanziaria del responsabile del servizio.

Postato da mario farina il Saturday, 04 February @ 12:18:40 CET (419 letture)
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 urbanistica: Legge 246/2005

Raccolta di giurisprudenzaLegge di semplificazione e riassetto normativo per l'anno 2005.
Dispone, tra l'altro, che i parcheggi realizzati ai sensi delle leggi Ponte e Tognoli (ll. 765/1967 e 122/1989) non sono gravati nè da vincoli pertinenziali nè da diritto d'uso e, quindi, possono essere liberamente trasferiti a terzi (pubblicata sul sito istituzionale del Parlamento).

Postato da mario farina il Thursday, 02 February @ 17:04:04 CET (466 letture)
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 enti locali: Cassazione SS. UU. sentenza 16/06/2005 n. 12868

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che il testo unico degli enti locali non conferisce la rappresentanza in giudizio dell'ente locale in maniera esclusiva ed inderogabile al sindaco o al presidente della provincia, potendo gli statuti degli enti contemplare soluzioni diverse, sia conferendola ai dirigenti, sia richiedendo che la costituzione in giudizio sia preceduta dall'autorizzazione preventiva della giunta comunale o del dirigente competente ratione materiae, chiamati ad esprimere una preventiva valutazione, rispettivamente, politica o tecnica. (pubblicata sul sito db.formez.it)

Postato da mario farina il Tuesday, 31 January @ 11:36:39 CET (375 letture)
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 proc.to amministr.vo: TAR Bari, I Sezione, sentenza n. 2770/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che l'art. 21 l. 15/2005, che consente di ricorrere contro il silenzio della P. A. senza il preventivo inoltro di atti di diffida è norma di carattere sostanziale (e non processuale) che, quindi, essendo priva di efficacia retroattiva, non si applica alle fattispecie formatesi prima della sua entrata in vigore (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da mario farina il Tuesday, 31 January @ 11:13:42 CET (405 letture)
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 enti locali: Corte Costituzionale, sentenza 13.01.2004 n. 1

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. L'art. 26 del d. lgs. 114/1998, abrogando la l. 426/1971, ha lasciato in vigore le disposizioni concernenti il registro degli esercenti il commercio relativamente all'attività di somministrazione di alimenti e bevande ex l. 287/1991 ed a quella recettiva di cui alla l. 217/1983; 2. Per somministrazione al pubblico di alimenti e bevande si intende la vendita per il consumo sul posto, che comprende tutti i casi in cui gli acquirenti consumano i prodotti nei locali dell'esercizio o in una superficie aperta al pubblico, all'uopo attrezzati; 3. Conseguentemente la normativa concernente l'iscrizione nel registro esercenti il commercio per l'esercizio dell'attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande si applica anche alla somministrazione di alimenti e bevande svolta in occasione di sagre, fiere e manifestazioni (e cioè di eventi caratterizzati dall'afflusso, nei giorni stabiliti, in occasione di particolari ricorrenze o festività, di operatori autorizzati ad esercitare il commercio su aree pubbliche); 4. La disciplina di fiere e sagre, in difetto di una sua espressa riserva alla competenza legislativa statale, appartiene alla potestà legislativa regionale; per tale ragione va dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 52 comma 17 della l. 448/2001 nella parte in cui prevede la non applicabilità alle fiere ed alle sagre delle disposizioni vigenti in materia di iscrizione nel registro degli esercenti il commercio degli esercenti l'attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; 5. Le regioni, nell'esercizio della loro potestà legislativa in materia, possono autonomamente rispondere alle esigenze di cui intendeva farsi carico la norma statale (art. 52 comma 17 l. 448/2001) dichiarata incostituzionale (pubblicata sul sito istituzionale della Corte Costituzionale).

Postato da mario farina il Tuesday, 31 January @ 11:00:10 CET (366 letture)
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 diritto processuale: Corte Costituzionale, sentenza 14/3/2004 n. 98

Raccolta di giurisprudenza
Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 22 della L. 689/81 nella parte in cui non ammette la proposizione del ricorso avverso l'ordinanza di ingiunzione che irroga sanzioni amministrative a mezzo del sevizio postale (pubblicata sul sito istituzionale della Corte Costituzionale).

Postato da mario farina il Monday, 30 January @ 19:04:58 CET (359 letture)
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 evidenza pubblica: Corte Costituzionale, ordinanza 27/01/05 n. 39

Raccolta di giurisprudenza
Quote rosa: la Corte Costituzionale dichiara inammissibile la questione di illegittimità costituzionale dell'art. 61 I comma lett. a) del d. lgs. n. 29/93 e successive modifiche, che prevede che almeno un terzo dei posti dei componenti delle commissioni esaminatrici dei concorsi banditi per l'accesso alle pubbliche amministrazioni deve essere riservato alle donne. La corte osserva che il remittente, nel richiamare la sentenza 422/95 in materia di quote rosa nelle competizioni elettorali, non ha fornito adeguata motivazione con riguardo al nuovo testo dell'art. 51 primo comma della Costituzione, che, al fine di consentire ai cittadini di entrambi i sessi di accedre agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza, prescrive che "la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini" (pubblicata sul sito istituzionale della Corte Costituzionale).

Postato da mario farina il Monday, 30 January @ 18:49:10 CET (425 letture)
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 lavoro: Corte Costituzionale, sentenza 26/05/2005 n. 213

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che è infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 69 comma VII d. lgs. n. 165/01 che fissava il termine decadenziale del 15/09/00 per la proposizione dinanzi al Giudice Amministrativo delle controversie relative a questioni attinenti al periodo anteriore al 30/06/98. Precisa altresì che al fine di evitare la decadenza è sufficiente la sola notifica del ricorso entro il 15/09/00, potendo lo stesso essere depositato successivamente a tale data (pubblicata sul sito ufficiale della Corte Costituzionale).

Postato da mario farina il Monday, 30 January @ 16:45:06 CET (399 letture)
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 proc.to amministr.vo: TAR Pescara, sentenza n. 394/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. L'art. 21 octies della l. 241/1990 ritiene non annullabile il provvedimento amministrativo inficiato da vizi formali qualora, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello adottato; 2. Tra i vizi formali oggetto della previsione di cui all'art. 21 octies L. 241/1990 rientra anche il difetto di motivazione; conseguentemente la P. A. attesa la configurazione del processo amministrativo come giudizio sul rapporto, può rappresentare anche in corso di giudizio gli elementi dai quali risulti la palese infondatezza della pretesa del ricorrente, con ammissibilità della integrazione postuma della motivazione con atti censurabili con la proposizione di motivi aggiunti (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa)

Postato da mario farina il Monday, 30 January @ 16:16:32 CET (380 letture)
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 attività estrattiva: PRAE Campania

Normativa civile, amministrativa, penale
PRAE Campania: la storia infinita.
Di seguito pubblichiamo il PRAE predisposto dalla Giunta Regionale e rimesso al Consiglio per l'approvazione (non intervenuta) e i provvedimenti con i quali il TAR Campania ha nominato un commissario ad acta affinchè approvi il PRAE in tempi certi.

Postato da demetrio fenucciu il Thursday, 26 January @ 11:22:07 CET (2750 letture)
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 evidenza pubblica: Consiglio di Stato, VI sezione, sentenza n. 5204/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che la società mista a capitale pubblico maggioritario - a differenza dell'azienda speciale - è un soggetto imprenditoriale la cui attività non soggiace a limitazioni territoriali. Tuttavia, la peculiare natura di tale soggetto (il cui obiettivo primario è costituito dal soddisfacimento delle esigenze locali) impone di verificare, con specifiche indagini, che l'attività extraterritoriale non gravi sulla comunità che lo esprime in termini di aumento di tasse o tariffe o di peggioramento del servizio; circostanze che, se si verificassero, costituirebbero anche un fenomeno distorsivo della concorrenza non ammesso dalla normativa comunitaria (pubblcata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da mario farina il Monday, 23 January @ 17:08:41 CET (422 letture)
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 evidenza pubblica: Consiglio di Stato, Ad. Plen., 4/10/05, n. 8

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. il contratto di fideiussione, secondo la regola generale posta dall'articolo 1333 c. c., si conclude tra fideiussore e beneficiario anche in caso di mancata sottoscrizione da parte del garantito, che non è parte del contratto; 2. negli appalti pubblici la cauzione provvisoria tutela la stazione appaltante sia nell'ipotesi di mancata sottoscrizione del contratto per fatto dell'aggiudicatario (assolvendo in tal caso ad una funzione indennitaria), sia per ulteriori inadempimenti procedurali del concorrente. Pertanto, nel caso di partecipazione di un'ATI costituenda, la garanzia copre anche la mancata stipulazione del contratto da parte del soggetto individuato quale capogruppo dipendente dal rifiuto dei partecipanti al raggruppamento di conferire il mandato. Ne consegue che la garanzia deve essere, prestata, a pena di esclusione, per tutti i soggetti individuati quali partecipanti al raggruppamento, sia quali mandanti che in veste di capogruppo (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da mario farina il Monday, 23 January @ 16:47:12 CET (354 letture)
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 diritto processuale: Corte Costituzionale, sentenza n. 460/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. il magistrato che ha partecipato al collegio che ha dichiarato il fallimento ha il dovere di astenersi, ex art. 51 I comma n. 4 c.p.c., ove designato quale giudice istruttore della causa di opposizione alla sentenza di fallimento. Infatti il giudizio di opposizione alla sentenza di fallimento va qualificato come impugnazione in senso tecnico di una decisione, resa all'esito di una cognizione deformalizzata ma non parziale o superficiale, che acquista i caratteri essenziali di "altro grado del processo"; 2. la natura sostanzialmente impugnatoria dell'opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento non si riscontra, invece, nei casi dell'opposizione allo stato passivo, del reclamo ex art. 26 legge fallimentare avverso provvedimenti del giudice delegato, del giudizio promosso dal curatore su autorizzazione del giudice delegato, di giudizio di merito promosso dopo la pronuncia di un provvedimento cautelare ante causam, di decisione ex art. 187 quater c.p.c. e di rinvio cosiddetto restitutorio ex art. 354 c.p.c (pubblicata sul sito istituzionale della Corte Costituzionale).

Postato da mario farina il Monday, 23 January @ 16:12:20 CET (460 letture)
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 atti amministrativi: TAR Salerno, I Sezione, sentenza n. 2499/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. le regole procedimentali scolpite negli artt. 7 e 8 della legge n. 241/90 costituiscono applicazione dei principi del giusto procedimento e della trasparenza e hanno, quindi, portata generale che non ammette deroghe, se non nei casi espressamente previsti. Di talchè è fatto obbligo alla P. A. procedente di instaurare - prima dell'adozione del provvedimento finale - il prescritto contraddittorio procedimentale; 2. la revoca dell'autorizzazione di polizia - che, ai sensi dell'art. 10 del T.U.L.P.S., è consentita in caso di abuso da parte della persona autorizzata - deve essere disposta sulla base di una discrezionale e ponderata valutazione dell'eventuale abuso accertato e della sua (sempre eventuale) ripetività. E', pertanto, illegittima la revoca fondata esclusivamente su una ellittica informativa prefettizia che si limita a rappresentare l'esistenza, a carico dell'interessato, di "pregiudizi per giochi d'azzardo, associazione a delinquere, usura ed estorsione", non meglio ed ulteriormente circostanziati e dettagliati (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da mario farina il Wednesday, 18 January @ 17:29:06 CET (378 letture)
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 evidenza pubblica: Consiglio di Stato, V sezione, sentenza n. 537/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. per principio consolidato i bandi di gara e di concorso sono provvedimenti destinati alla cura concreta degli interessi pubblici, con effetti diretti nei confronti dei destinatari. Ne consegue che le clausole che identificano requisiti soggettivi di partecipazione degli interessati, provvedendo esse stesse alla cura dell’interesse pubblico per la realizzazione del quale il bando è stato emanato, escludono direttamente dalla platea dei partecipanti quei soggetti il cui esito positivo nella procedura concorsuale non sembra realizzare, con una valutazione formulata direttamente con il bando, l’interesse pubblico perseguito e, quindi, se lesive vanno immediatamente impugnate. 2. Al fine della qualificazione concreta di un appalto come avente ad oggetto servizi o lavori, occorre tenere presente, da una parte, che l’art. 2 comma 1 della L.n. 109/94 annovera espressamente tra i lavori pubblici le attività di “restauro e manutenzione di opere ed impianti” e, dall’altra, che l’art. 1 del D.L.vo n. 157 del 1995 in materia di appalti pubblici di servizi, per quanto concerne i servizi di manutenzione e riparazione, fa riferimento a voci della C.P.C. (Central product classification) secondo una logica di tassatività che porta ad escludere che possano considerarsi manutenzioni rientranti tra gli appalti di servizi attività relative ad impianti non compresi nel relativo elenco (dovendo ritenersi che il legislatore, alla stregua del dettato comunitario, abbia optato per un’elencazione tassativa proprio al malcelato fine di evitare, nei limiti del possibile, questioni sulla qualificazione delle innumerevoli attività di carattere manutentivo e, quindi, i connessi problemi in ordine alla normativa applicabile). Inoltre, ai sensi dell’art. 3 del D.l.vo n. 157/95, nei contratti misti di lavori e servizi e nei contratti di servizi che comprendono lavori accessori, si applicano le norme della L.n. 109/94 qualora i lavori assumano rilievo economico superiore al 50%. Conseguentemente, un appalto avente ad oggetto “affidamento dei servizi di progettazione e gestione del servizio tecnico manutentivo, del servizio pulizie, del servizio di manutenzione aree verdi, del servizio di riscaldamento e climatizzazione, nonché del servizio costante flusso informatico dei servizi in gara, per immobili di proprietà della Provincia, avente la durata di nove anni, per un importo complessivo pari a euro 20.655.584,00 IVA esclusa” va qualificato come di lavori e non di servizi, secondo il criterio della prevalenza, allorché risultino preponderanti le attività di manutenzione ordinaria delle strutture edili e dei relativi impianti elettrici, idrico-sanitari, di sollevamento, antincendio, di sicurezza e di riscaldamento e raffrescamento, attività tutte appartenenti alla categoria dei lavori pubblici e non dei servizi pubblici ex art. 2, comma 1 della l.n. 109/94 e comportanti una modificazione della realtà fisica con la manipolazione, l’utilizzazione e l’installazione di materiali aggiuntivi e sostitutivi (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da amministrazione il Sunday, 15 January @ 22:14:44 CET (392 letture)
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 giurisprudenza: Cassazione SS. UU. 3/5/05 n. 9096

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. l'iscrizione nell'Albo speciale degli Avvocati ex art. 3 R.D.L. 1578/1933 richiede, quale presupposto, che l'avvocato lavori alle dipendenze di qualsiasi amministrazione o istituzione pubblica e che presso tale istituzione sia costituito un ufficio legale; 2. anche un ente costituito nella forma di una società per azioni può costituire un'istituzione pubblica ai sensi dell'art. 3 R.D.L. 1578/1933; la qualificazione di un ente come società di capitali non è di per sè sufficiente ad escludere la natura di istituzione pubblica dell'ente stesso, occorrendo a tal fine una valutazione caso per caso finalizzata a verificare se la società - per il suo concreto modo di atteggiarsi - sia inserita nell'organizzazione funzionale di una pubblica amministrazione (pubblicata sul sito web latribuna.it).

Postato da mario farina il Friday, 13 January @ 19:43:18 CET (381 letture)
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 atti amministrativi: TAR Salerno, I Sezione, sentenza n. 2400/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. La mera attribuzione di un fatto penalmente rilevante, in conseguenza di una denuncia dell’interessato per dei presunti reati di truffa e falso non meglio circostanziati, non costituisce, in assenza di altri univoci e più dettagliati indizi (e prima che sia intervenuta pronunzia di condanna), elemento determinante e sufficiente per ritenere insussistente il requisito della buona condotta di cui al combinato disposto degli art. 11 e 138, comma 1, R. D. n. 773/1931. Ciostante un’eventuale valutazione negativa del requisito di cui all’art. 138, comma 1 n. 5, R. D. cit., in quanto preordinata all’adozione di provvedimenti lesivi della sfera giuridica del privato, deve fondarsi su una attenta, puntuale e adeguatamente motivata ponderazione degli episodi astrattamente idonei a connotare negativamente la condotta morale del privato; 2. Dato per certo che la prova del venir meno del requisito della buona condotta deve essere fornita dall’Amministrazione, l’onere di indicazione dei fatti ostativi alla permanenza dell’efficacia della licenza di porto d'arma a tariffa ridotta, anche sotto il profilo della possibilità di abuso ex art. 10, R. D. n. 773/1931, non può ritenersi assolto con il generico riferimento ad una denuncia per i reati di truffa e falso (non meglio circostanziati e dettagliati) ed in assenza di ulteriori ed univoci elementi idonei a delineare negativamente l’attuale condotta del destinatario del provvedimento sospensivo. Tale assunto, peraltro, assume maggiore pregnanza allorché a carico dell’interessato non risultano procedimenti penali pendenti, né tantomeno condanne (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da mario farina il Tuesday, 10 January @ 15:48:19 CET (754 letture)
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 enti locali: TAR Salerno, II Sezione, sentenza n. 1982/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. le norme in materia di partecipazione al procedimento amministrativo non debbono essere applicate meccanicamente senza tenere conto della ratio ad esse sottesa, con la conseguenza che non sussiste la violazione dell’obbligo di comunicazione dell’avvio del procedimento allorquando questa non è idonea ad apportare una qualche concreta utilità all’azione amministrativa in coerenza alla sua funzione preordinata all’arricchimento sul piano del merito e della legittimità dell’attività procedimentale; 2. le norme sulle distanze tra fabbricati hanno carattere pubblicistico ed inderogabile in quanto sono volte alla tutela degli interessi generali in materia di assetto urbanistico; e da ciò deriva che il rispetto delle distanze prescinde dalla valutazione dei preesistenti edificati (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da mario farina il Monday, 09 January @ 17:42:00 CET (405 letture)
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 enti locali: Corte Costituzionale, sentenza n. 244/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che l'art. 117 II comma lettera p) della Carta Costituzionale nel riservare alla competenza esclusiva dello stato la materia relativa alla legislazione elettorale e agli organi di governo fa espresso riferimento, con indicazione tassativa, ai Comuni, alle province e alle Comunità Montane. Conseguentemente, la disciplina delle Comunità Montane rientra nella competenza legislativa residuale delle Regioni ai sensi dell'art. 117 IV comma Cost. (pubblicata sul sito istituzionale della Carta Costituzionale, sul Foro Italiano n. 10/05 con nota redazionale e sul Giornale di Diritto Amministrativo n. 10/05 con nota di G. Sciullo).

Postato da Mario Farina il Friday, 30 December @ 10:29:47 CET (408 letture)
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 atti amministrativi: Campania: decreto dirigenziale n. 49/2005

Normativa civile, amministrativa, penale
DECRETO DIRIGENZIALE A.G.C. N. 12 SVILUPPO ATTIVITÀ SETTORE SECONDARIO DECRETO DIRIGENZIALE N. 49 del 6 settembre 2005
AREA GENERALE DI COORDINAMENTO SVILUPPO ATTIVITÀ SETTORE SECONDARIO SETTORE RICERCA E VALORIZZAZIONE DI CAVE, TORBIERE, ACQUE MINERALI TERMALI - MINIERE RISORSE GEOTERMICHE IDROCARBURI
Criteri per la determinazione ed il reperimento dei dati statistici in materia di attività estrattiva di cui alle LL RR. 54/85 e 17/95 (pubblicata sul sito istituzionale della regione Campania)

Postato da demetrio fenucciu il Wednesday, 21 December @ 13:48:56 CET (415 letture)
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 attività estrattiva: TAR Napoli, III Sezione, sentenza n. 12099/2004

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. l'informativa prefettizia tipica resa ai sensi della normativa antimafia (art. 4 d lgs. 490/1994 e 10 DPR 252/1998) impone alla P. A. di adottare ogni consequenziale determinazione, senza riconoscerle alcun potere discrezionale; 2. il sindacato giurisdizionale sulle informative antimafia prefettizie è limitato alla verifica di logicità e coerenza con le finalità della legge, senza debordare nel merito degli apprezzamenti compiuti dal prefetto; 3. le informative tipiche estendono i loro effetti interdittivi al campo della autorizzazioni amministrative (nella specie, all'esercizio dell'attività di cava).
Nota: le informative antimafia impongono la revoca delle autorizzazioni amministrative?

Postato da demetrio fenucciu il Monday, 19 December @ 18:19:27 CET (434 letture)
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 diritto processuale: Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 15661/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. nel processo civile le mere difese sono costituite dalla semplice contestazione dei fatti posti a fondamento della domanda attorea; 2. l'ammissione dei medesimi fatti accompagnata dalla deduzione di fatti modificativi, impeditivi o estintivi, invece, costituisce un'eccezione in senso lato; 3. la deduzione di fatti che, senza avere in sè un'efficacia estintiva dell'avversa pretesa, la conseguono tramite una manifestazione di volontà dell'interessato, da sola o seguita da un accertamento giudiziale, costiuiscono le cd. eccezioni in senso stretto (coincidenti con l'esercizio di un diritto potestativo da parte del convenuto all'annullamento, alla rescissione o alla risoluzione). In tal caso, la manifestazione di volontà dell'interessato rileva come elemento integrativo della fattispecie difensiva, con conseguente impossibilità per il giudice di desumere l'efficacia estintiva del fatto dalla sua mera allegazione, in difetto di apposita istanza di parte; 4. l'eccezione di prescrizione va annoverata alla categoria delle eccezioni in senso stretto, afferendo all'esercizio del diritto potestativo del convenuto di provocare, sussistendone le condizioni, l'estinzione del diritto soggettivo vantato dall'attore; 5. la controeccezione di interruzione della prescrizione, invece, non afferisce ad alcuna posizione soggettiva diversa da quella dedotta in giudizio, ma consiste nella semplice contrapposizione all'eccipiente di un fatto dotato di efficacia interruttiva. Invero, il legislatore collega immediatamente l'effetto interruttivo ai fatti previsti dagli art. 2943 e 2944 c.c., onde l'eccezione non amplia i termini della controversia, ma consente di giudicare sulla domanda tota re perspecta: essa, quindi, va rilevata d'ufficio dal giudice, purchè il relativo fatto sia stato tempestivamente dedotto in giudizio, anche se prima dell'eccezione di prescrizione (pubblicata sul sito istituzionale della Corte di Cassazione).

Postato da amministrazione il Monday, 19 December @ 13:35:11 CET (3122 letture)
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 proc.to amministr.vo: Tar Veneto, sentenza n. 935/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che l'ordine di rimozione di un'insegna pubblicitaria per mancata acquisizione dell'autorizzazione paesaggistica costituisce un provvedimento a carattere vincolato che “non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato”; per tale ragione i motivi di censura di carattere formale dedotti, pur se astrattamente fondati, devono ritenersi irrilevanti alla luce dell’art. 21 octies, comma 2° della l. 241/1990 (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Sunday, 18 December @ 20:59:11 CET (398 letture)
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 proc.to amministr.vo: Tar Sardegna, sentenza n. 483/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. la comunicazione di avvio del procedimento è necessaria in relazione alla procedura di dichiarazione di pubblica utilità, (e non anche in quella di occupazione d' urgenza, la quale presenta carattere meramente attuativo dei provvedimenti presupposti);
2. la prima parte dell’art. art. 21 octies II comma della l. 241/1990, norma immediata applicazione alle controversie pendenti, introduce dei limiti al potere di annullamento in sede giurisdizionale, ma solo in presenza di atti vincolati, quando vi siano in generale violazioni di norme “sul procedimento o sulla forma”, qualora sia “palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato”. La nuova previsione, quindi, non è applicabile alle procedure ablatorie afferenti all’esecuzione di opere pubbliche involgenti scelte tipicamente discrezionali.
3. La seconda parte dell’art. 21 octies II comma l. 241/1990, per un certo verso di portata più ampia, essendo riferita a tutti gli atti - di natura discrezionale o vincolata - e per altro verso più limitata, in quanto avente ad oggetto un solo e ben preciso vizio procedimentale, disciplina le conseguenze dell’omissone dell’avviso di avvio del procedimento, che continua ad essere regolato dall’art. 7 della 241/90, e dispone che non si deve procedere all’annullamento giurisdizionale, per tale motivo, ove “l’Amministrazione dimostri in giudizio che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato”. Tale norma, tuttavia, non può essere applicata allorché la pubblica amministrazione intimata non adempia all’onere probatorio impostole dalla legge (sentenza pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Sunday, 18 December @ 20:38:01 CET (385 letture)
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 proc.to amministr.vo: Tar Napoli, II Sezione, sentenza n. 5226/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. l’obbligo di comunicare l’avvio del procedimento ha portata generale e, salve le deroghe espresse previste dal legislatore (art 7, 1° comma, ed art. 13 L. 241/90) deve essere in linea di massima generalmente rispettato;
2. l'obbligo di avviso dell'avvio del procedimento sussiste anche nella ipotesi di provvedimenti a contenuto totalmente vincolato in quanto la pretesa partecipativa del privato riguarda anche l'accertamento e la valutazione dei presupposti sui quali si deve comunque fondare la determinazione amministrativa;
3. la valutazione della censura di violazione dell’art. 7 della l. 241/1990 può essere influenzata dal comma 2 dell’art. 21 octies legge 241/1990, specificamente riferito alla violazione procedimentale dell’articolo 7, ed applicabile tanto alla ipotesi di atto vincolato che a quella di atto discrezionale, solo allorché l’amministrazione dimostri in giudizio che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Sunday, 18 December @ 20:26:34 CET (409 letture)
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 proc.to amministr.vo: Tar Salerno, I Sezione, sentenza n. 671/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. le regole della partecipazione non possono essere interpretate ed applicate in modo formalistico ed acritico, ma vanno lette alla luce dei criteri generali che governano lo svolgimento dell’attività amministrativa ed individuano i contenuti fondamentali del rapporto tra esercizio della potestà pubblica e tutela delle posizioni delle parti interessate: ragionevolezza, proporzionalità, logicità ed adeguatezza. Conseguentemente, l’accertato contrasto tra la fattispecie concreta ed il paradigma astratto delineato dalla norma determina l’invalidità dell’atto solo quando la violazione della regola provoca una lesione dell’interesse, ancorché meramente strumentale, perseguito dal ricorrente;
2. Non sussiste l’obbligo di comunicare l'avvio del procedimento allorché si riscontrino le seguenti situazioni: - conoscenza acquisita in tempo utile per realizzare la partecipazione al procedimento; - procedimento che consegue, con un preciso nesso di derivazione necessaria, da una precedente attività amministrativa già conosciuta dall’interessato; - procedimenti amministrativi ad istanza di parte; - mancato assolvimento, da parte dell’interessato, dell’onere di provare che, ove avesse potuto tempestivamente partecipare al procedimento stesso, avrebbe potuto presentare osservazioni ed opposizioni che avrebbero avuto la ragionevole possibilità di avere un’incidenza causale nel provvedimento terminale;
3. quanto affermato trova conferma nel disposto dell’art. 21-octies, comma 2, della l. 241/1990, che ha stabilito che “Non è annullabile il provvedimento adottato in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti qualora, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato. Il provvedimento amministrativo non è comunque annullabile per mancata comunicazione dell’avvio del procedimento qualora l’amministrazione dimostri in giudizio che il contenuto del provvedimento on avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato”;
4. la mancata comunicazione di avvio del procedimento non inficia gli atti del procedimento intrapreso per ampliare le fasce laterali di una strada già oggetto di un procedimento espropriativo, non opposto dagli interessati in quanto: - ricorre, nella specie, l’urgenza qualificata trattandosi di opere da realizzare nell’ambito degli “immediati interventi per fronteggiare lo stato di emergenza socio-economico-ambientale determinatosi nel bacino idrografico del fiume Sarno”; - ricorre, nel caso di specie (variante ad un progetto già approvato e conosciuto dagli interessati) l’ipotesi in cui il procedimento consegue, con un preciso nesso di derivazione necessaria, da una precedente attività amministrativa già conosciuta dall’interessato, atteso che il progetto di variante risulta redatto per “adeguare la fascia di esproprio per una larghezza di metri 20 al fine di comprendere in essa la sede stradale come prevista in progetto, il sistema delle acque superficiali nonché la fascia a verde alberato”, incidendo sulle stesse particelle ed, in particolare, su quella che appare essere la fascia di rispetto della strada progettata; - la soluzione progettuale contenuta nella variante al progetto autorizza anche ad escludere qualunque utilità alla invocata partecipazione, e ciò in applicazione del principio giurisprudenziale innanzi esposto, per cui “l’omissione della comunicazione ex art. 7 l. n. 241/90 comporta l’illegittimità dell’atto conclusivo del procedimento soltanto nel caso in cui il soggetto non avvisato possa poi provare che, ove avesse potuto tempestivamente partecipare al procedimento stesso, avrebbe potuto presentare osservazioni ed opposizioni che avrebbero avuto la ragionevole possibilità di avere un’incidenza causale nel provvedimento terminale” (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da demetrio fenucciu il Sunday, 18 December @ 20:11:27 CET (369 letture)
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 attività estrattiva: Consiglio di Stato, VI Sezione, sentenza n. 2870/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che non si sottrae all'accesso agli atti la polizza fideiussoria depositata dall'esercente l'attività di cava in quanto: 1. sono coinvolti interessi di natura patrimoniale e non emergono prevalenti esigenze di riservatezza della società; 2. non ha di per sè rilievo ostativo la circostanza che, con la visione della polizza, l'interessato individua l'istituto di credito che abbia acquisito la qualità di garante, poichè l'eventuale impropria utilizzazione di tale informazione farebbe incorrere l'agente nelle responsabilità previste dalla normativa vigente (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da Mario Farina il Thursday, 15 December @ 16:24:01 CET (383 letture)
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 evidenza pubblica: TAR Salerno, I sezione, sentenza n. 2450/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. secondo i principi generali, incombe sull'Amministrazione l'obbligo di comportarsi secondo buona fede nella conduzione delle trattative (nella specie qualificate e formalizzate dalle regole e dai principi impositivi della c.d. evidenza pubblica), scolpito, in termini generali, dall'art. 1337 c.c.; 2. quand'anche il ritiro in autotutela dei provvedimenti relativi allo svolgimento della gara non risulti, sotto il profilo attizio, illegittimo, non è esclusa, sotto il profilo dei comportamenti, la possibilità di qualificare la condotta amministrativa in termini di culpa in contrahendo, allorchè - appunto prescindendosi dall'illegittimità dell'atto impugnato - debba ritenersi che la stessa abbia violato il legittimo affidamento dei soggetti privati partecipanti alla gara e le regole di lealtà e correttezza che ne impongano la salvaguardia nella fase del qualificato contatto preordinato alla selezione del contraente (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da Mario Farina il Friday, 02 December @ 20:58:43 CET (394 letture)
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 ambiente: TAR Sardegna, II sezione, sentenza n. 1387/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. In ordine al sistema dei rapporti tra Stato e Regioni in materia di gestione del vincolo paesistico, la funzione della Sovrintendenza non ha il senso di un "controllo" di legalità, ma di cogestione del vincolo paesaggistico (A.P. n. 9/2001); conseguentemente, se entrambi i soggetti titolari della funzione (Stato e Regione o Comune delegato) operano, seppur a livelli diversi, alla concreta gestione del vincolo, il rapporto fra gli stessi non può esprimersi in termini di contrapposizione, ma dev'essere, piuttosto, dominato dal principio di leale collaborazione. Da questo principio discende che lo Stato non può annullare l'autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Regione, per il solo fatto che la stessa risulti carente di motivazione, potendo l'annullamento seguire solo laddove si dimostri necessario per il raggiungimento dei fini essenziali della tutela; 2. Il difetto di motivazione non assume rilevanza laddove vi sia un'adeguata e approfondita istruttoria, opportunamente documentata, che faccia da supporto al rilascio del nulla osta, essendo questo il momento qualificante della decisione di compatibilità; 3. La tutela di cui all'art. 151 del decreto legislativo n. 490/99 non comporta l'inedificabilà assoluta delle aree vincolate, ma subordina la edificabilità ad una verifica di compatibilità con la salvaguardia del valore tutelato (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da Mario Farina il Wednesday, 30 November @ 18:26:21 CET (405 letture)
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 ambiente: Cassazione penale, III Sezione, sentenza n. 20499 2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. Anche se una direttiva non può certamente creare, di per sé, obblighi a carico di un singolo e non può quindi essere fatta valere in quanto tale nei confronti dello stesso, né può avere l'effetto, di per sé e indipendentemente da una norma giuridica di uno Stato membro adottata per la sua attuazione, di determinare o di aggravare la responsabilità penale di coloro che agiscono in violazione delle sue disposizioni, le disposizioni nazionali vanno interpretate alla luce delle decisioni della Corte di Giustizia che, quale interprete qualificato del diritto comunitario, ne precisa autoritariamente il significato; 2. conseguentemente, l’art. 14 del d. l. 178/2002, che esclude dall’applicazione del regime dei rifiuti "beni o sostanze e materiali residuali di produzione o di consumo ove sussista una delle seguenti condizioni: a) se gli stessi possono essere e sono effettivamente e oggettivamente riutilizzati nel medesimo o in analogo o diverso ciclo produttivo o di consumo, senza subire alcun intervento preventivo di trattamento e senza recare pregiudizio all'ambiente; b) se gli stessi possono essere e sono effettivamente e oggettivamente riutilizzati nel medesimo o in analogo o diverso ciclo produttivo o di consumo, dopo aver subito un trattamento preventivo senza che si renda necessaria alcuna operazione di recupero tra quelle individuate nell’allegato C al d. lgs. 22/1997", va interpretato come idoneo a limitare l’ambito della deroga alla responsabilità penale con esclusivo riferimento ai "sottoprodotti" ovvero "i materiali o le materie prime certamente riutilizzate nel corso del processo di produzione senza previa trasformazione"; 3. pertanto restano assoggettati alla nozione di rifiuto i "residui di produzione" suscettibili di eventuale riutilizzo economico previa trasformazione.

Postato da amministrazione il Wednesday, 30 November @ 18:17:26 CET (395 letture)
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 ambiente: TAR Sardegna, II sezione, sentenza n. 1386/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. Nell'ambito di un procedimento amministrativo volto al conseguimento di un'autorizzazione per l'installazione di un fabbricato amovibile, qualora il Sovrintendente ai Beni Ambientali decida di attivare il procedimento di annullamento dell'autorizzazione paesaggistica rilasciata da un'altra autorità, l'autorità statale è tenuta ex art. 7 della L. n. 241/90 ad avvisare preventivamene colui che aveva ottenuto il provvedimento autorizzatorio, sia per garantirgli la partecipazione, che per consentirgli di avere piena conoscenza dei termini (reali e non meramente astratti) entro i quali l'autorizzazione paesaggistica regionale già rilasciata è sottoposta al rischio di annullamento; 2. Anche la Corte Costituzionale da ultimo con la sent. n. 437 del 25.10.2000 si è espressa a favore dell'obbligo di preventivo avviso dell'attivazione del procedimento di annullamento delle autorizzazioni paesaggistiche; in particolare ha affermato che l'esercizio del potere di annullamento delle autorizzazioni paesaggistiche costituisce sempre una fase di secondo grado (rispetto ad una autorizzazione regionale perfetta ed efficace), nella quale vi è la possibilità di introdurre - d'ufficio o su iniziativa dei soggetti portatori di interessi qualificati - documentazione ed elementi di fatto ulteriori rispetto all'istruttoria regionale; questa speciale fase di secondo grado si caratterizza per l'autorità (statale) diversa da quella di I grado (regionale), con un diverso responsabile del procedimento con poteri anche istruttori (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da Mario Farina il Wednesday, 30 November @ 18:01:44 CET (365 letture)
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 diritto processuale: Cassazione, Sezioni Unite, ordinanza n. 20123/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che sussiste la giurisdizione del giudice ordinario ogni volta che il comportamento della p. a. risulta spogliato da interferenze con un suo atto autoritativo o quando l'atto o il provevdimento di cui sia esecuzione la condotta dell'amministrazione non costituisca oggetto del giudizio (facendosi valere nel giudizio stesso unicamente l'illiceità della condotta del soggetto pubblico violativa del dovere generale del neminem laedere). Fattispecie in materia di danno da ritardo nell'esecuzione di un'opera pubblica. Sentenza pubblicata sul sito istituzionale della Corte di Cassazione.

Postato da amministrazione il Wednesday, 30 November @ 17:36:20 CET (499 letture)
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 diritto processuale: Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria: sentenza n. 4 2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. il giudice di appello valuta di ufficio la giurisdizione solo in presenza di una statuizione implicita; ove, invece, il giudice di prime cure abbia esplicitamente affermato la propria giurisdizione, la relativa statuizione può essere conosciuta dal Consiglio di Stato soltanto in presenza di apposito gravame di parte;
2. anche dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 204/2004, deve ritenersi che le ipotesi di giurisdizione esclusiva contemplate dalla normativa vigente non postulino la congiunta deduzione, nello stesso processo, della violazione di interessi legittimi e di diritti soggettivi (come accade allorchè i provvedimenti autoritativi asseritamente lesivi vengano impugnati ed annullati dal giudice amministrativo); conseguentemente, è ammissibile l'instaurazione, dinanzi al giudice amministrativo, di una lite volta a conseguire il risarcimento del danno da lesione di diritti soggettivi causalmente dipendente da fattori riconducibili all'esplicazione di un pubblico potere, anche dopo la consumazione della sua forza autoritativa per la mancata conclusione del procedimento nei termini di legge;
3. in particolare, rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di urbanistica la controversia risarcitoria proposta da chi si assuma leso da comportamenti materiali della p. a., quali l'apprensione di un bene per la realizzazione di un'opera pubblica, riconducibili all'esercizio di un pubblico potere, anche quando - medio tempore - abbiano perso retroattivamente efficacia a causa della mancata conclusione del procedimento espropriativo nei termini di legge (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa)

Postato da amministrazione il Wednesday, 30 November @ 10:45:32 CET (386 letture)
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 ambiente: Cassazione penale, III Sezione, sentenza n. 14433 2004

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. Il principio della separazione dei poteri, del quale costituiscono corollario le tuttora vigenti regole di cui agli artt. 4 e 5 della fondamentale legge 20 marzo 1865 n. 2248, all. E, comporta il potere - dovere dell'A.G.O., sia civile, sia penale, di disattendere gli atti amministrativi solo se illegittimi, vale a dire inficiati da radicali vizi, quali la violazione di legge, il difetto di competenza, il palese eccesso di potere, tali da comportarne, in virtù del sindacato incidentale attribuito dall'ordinamento al giudice ordinario, la disapplicazione; per converso nessun potere è riconosciuto ai giudici civili e penali di sindacare l'opportunità degli atti in considerazione, sostituendosi alla P.A. nell'esercizio di quelle facoltà discrezionali, tecniche e/o di merito, comunque implicanti valutazioni comparative di opposte esigenze, di rilevanza pubblica, operando scelte di priorità ad essa sola attribuite.
2. In presenza di un’autorizzazione amministrativa legittima, e quindi non disapplicabile, è precluso all’AGO sostituirsi agli organi deliberativi e consultivi della P.A. nella finale valutazione comparativa dei contrapposti interessi in gioco (da una parte quelli alla conservazione dell'integrità dell'ambiente e del paesaggio, dall'altra l'esigenza collettiva di realizzazione di un parcheggio non lontano dall'Abbazia, al fine di consentirne l'agevole raggiungimento da parte dei frequenti e numerosi "pellegrini") per pervenire ad un giudizio definito di illegittimità, ma sostanzialmente di vera e propria inopportunità della scelta operata dall’autorità preposta alla tutela del vincolo ambientale.
3. Il vincolo ambientale non comporta l'assoluta immodificabilità dei beni interessati, ma solo la necessità di sottoporre le progettate modifiche al vaglio delle autorità, cui la legge attribuisce non solo l'imposizione, ma anche la gestione del vincolo; conseguentemente, deve ritenersi che l'art. 734 c.p., nel fare riferimento alla "speciale protezione dell'autorità", abbia adottato la tecnica del rinvio c.d "formale" (non "recettizio"), nel senso che il vincolo viene in considerazione non con esclusivo e statico riferimento al suo momento impositivo, ma nel suo divenire dinamico, con la conseguenza che un intervento su beni tutelati, assentito da un'autorizzazione, regolarmente rilasciata, non può mai integrare gli estremi oggettivi della contravvenzione di cui al citato articolo del codice penale.

Postato da amministrazione il Saturday, 26 November @ 20:20:07 CET (410 letture)
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 ambiente: Cassazione penale, IV Sezione, sentenza n. 32125 2004

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. con riguardo all’articolo 734 c.p., esistono due orientamenti giurisprudenziali, uno - espresso dalle sezioni unite con la sentenza n. 248/1993 - secondo cui l'autorizzazione amministrativa, anche pienamente regolare, non esclude la sussistenza del reato di cui all'art. 734 c.p. ma è valutabile solo in termini di elemento soggettivo del reato e l’altro - espresso dalla sentenza n. 3125/1996 - secondo cui in presenza di un provvedimento dell'autorità amministrativa cui compete la gestione del vincolo posto a protezione del bene, le opere autorizzate non possono integrare il reato di cui all'art. 734 cod. pen. perché l'autorizzazione amministrativa costituisce un modo di gestione del vincolo sul luogo protetto, secondo regole alle quali la norma penale effettua rinvio;
2. in ogni caso, anche secondo l’orientamento meno rigoroso, il giudice penale non si deve limitare a prendere atto dell'esistenza di un'autorizzazione, essendo suo compito verificare, a fronte di una compromissione del paesaggio e dell'ambiente derivante da opere autorizzate dalla pubblica amministrazione, la effettiva esecuzione delle opere nei limiti in cui è stato autorizzato l'impatto territoriale nonché la liceità e legittimità (ma non l'opportunità) dei relativi atti amministrativi in quanto l'illegittimità di tali atti potrebbe essa stessa costituire elemento essenziale della fattispecie criminosa;
3. al fine della verifica della conformità dell’intervento edilizio realizzato a quello assentito ai fini ambientali strumentale al riscontro dell’astratta configurabilità della fattispecie di cui all’art. 734 c. p., va riconosciuto specifico rilievo all’attuazione di un mutamento di destinazione da turistico a residenziale, anche se senza opere (in quanto un uso transitorio di un immobile da parte di una pluralità di soggetti non proprietari, tipico della destinazione turistica, provocherebbe un impatto ambientale inferiore rispetto a quello provocato da un uso di tipo residenziale da parte dei proprietari).

Postato da amministrazione il Saturday, 26 November @ 20:14:52 CET (432 letture)
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 ambiente: Cassazione penale, III Sezione, sentenza n. 15299 2004

Raccolta di giurisprudenza
Afferma – richiamando la sentenza n. 248/1993 delle SS, UU. – che, ai fini dell'applicazione dell'art. 734 c.p., è demandato sempre al giudice penale l'accertamento della sussistenza della distruzione o alterazione delle bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell'autorità, indipendentemente da ogni valutazione della pubblica amministrazione, in quanto trattasi di reato di danno e non di pericolo caratterizzato dall'alterazione o distruzione della bellezza naturale, il cui accertamento (con riferimento all'evento concretante la contravvenzione) spetta al giudice, giacché il provvedimento della pubblica amministrazione può assumere, al limite, rilevanza in materia di valutazione dell'elemento psicologico.

Postato da amministrazione il Saturday, 26 November @ 20:05:58 CET (391 letture)
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 atti amministrativi: TAR Salerno, II sezione, sentenza n. 18/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che al silenzio serbato dalla P.A. per oltre 60 gg. sull'istanza di sanatoria presentata ex art. 13 L. 47/1985, non possa attribuirsi valore provvedimentale tipico (attesa l'assenza di motivazione), ma che esso vada equiparato all'ipotesi di silenzio-rifiuto previsto dall'art. 13 L. 1150/42, con la conseguenza che, sostanziando di fatto la situazione in un mero inadempimento, se da un lato non viene meno il potere dell'Amministrazione di provvedere, dall'altro l'interessato ben può promuovere immediatamente l'azione giurisdizionale volta alla declaratoria dell'illegittimità dell'inerzia (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da Mario Farina il Monday, 21 November @ 19:23:04 CET (374 letture)
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 diritto processuale: TAR Salerno, II sezione, sentenza n. 25/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che: 1. La verifica del Giudice dell'ottemperanza in ordine alla valenza conformativa al "giudicato" dell'attività dell'Amministrazione deve essere condotta nell'ambito dello stesso quadro processuale che ha costituito il substrato fattuale e giuridico della sentenza da ottemperare; e la detta attività deve basarsi esclusivamente sulla sequenza "petitum-causa petendi - motivi di gravame - decisum". Ciò comporta che in sede di giudizio di ottemperanza non può farsi valere un interesse che, concernendo una vicenda nuova e diversa, non può essere collegato alla sentenza da ottemperare; 2. La domanda di conclusione del contratto con effetti giuridici retroattivi riguarda un interesse del ricorrente che, oltre ad essere di per sé già espresso in forma di prospettiva potenziale ed eventuale e, quindi, non attuale, riguarda una vicenda ulteriore, diversa e futura collegata alle attività procedimentali di acquisto dell'immobile in relazione alle quali, nell'eventuale concretizzarsi dell'attualità del relativo interesse, può farsi valere, qualora ne ricorrano i presupposti e le condizioni, l'efficacia retroattiva della sentenza del Giudice (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da Mario Farina il Monday, 14 November @ 16:26:42 CET (387 letture)
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 ambiente: TAR Salerno, II Sezione, ordinanza n. 347/2005

Raccolta di giurisprudenza
Afferma che in pendenza del regime transitorio ex art. 159 d. lgs. 42/2004 non trova applicazione il divieto di rilascio di autorizzazioni paesaggisitiche in sanatoria contemplato dall'art. 146 del medesimo decreto legislativo (pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa).

Postato da amministrazione il Wednesday, 09 November @ 13:20:43 CET (392 letture)
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 penale: Corte Costituzionale, ordinanza n. 306/2005

Raccolta di giurisprudenza
La Consulta argina, in nome del giusto processo, il fenomeno dilagante dei ritardi strumentali nell'iscrizione dell'indagato nel registro ex art. 335 c.p.p.
Nel dichiarare inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 335 I comma, 405 II comma e 19 c.p.p. nella parte in cui - nella prospettazione fornita dal giudice a quo - consentirebbero al pubblico ministero di ritardare impunemente l'iscrizione dell'indagato nel registro ex art. 335 c.p.p. rispetto all'epoca di emersione di indizi di reità nei suoi confronti, avvalora l'interpretazione costituzionalmente orientata delle norme censurate, secondo la quale il termine per l'espletamento delle indagini preliminari decorre dal momento in cui la procura della Repubblica ha acquisito elementi indizianti nei confronti dell'indagato (con conseguente inutilizzabilità degli atti di indagine compiuti dopo la scadenza del termine così ricostruito). Pubblicata sul sito istituzionale della Corte Costituzionale.

Postato da amministrazione il Tuesday, 08 November @ 10:23:06 CET (409 letture)
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